Un nuovo rapporto dell’Unep ammette che l’obiettivo degli 1,5 gradi sul clima è fuori portata, ma indica un percorso per limitare i danni.
L’Europarlamento ha deciso la messa al bando dei gas fluorurati, impiegati in frigoriferi e condizionatori, entro il 2022-2025. Il testo è stato approvato a stragrande maggioranza con 644 voti a favore, 19 contrari e 16 astensioni, prevede un taglio del 79% dell’uso di questi potentissimi gas a effetto serra (HFC) entro il 2030. “Questa svolta
L’Europarlamento ha deciso la messa al bando dei gas fluorurati, impiegati in frigoriferi e condizionatori, entro il 2022-2025. Il testo è stato approvato a stragrande maggioranza con 644 voti a favore, 19 contrari e 16 astensioni, prevede un taglio del 79% dell’uso di questi potentissimi gas a effetto serra (HFC) entro il 2030.
“Questa svolta dell’Ue segna la via per una graduale eliminazione di questi ‘super-gas serra’ – spiega il relatore olandese dei verdi Bas Eickhout – che altrimenti peserebbero sul 20% di queste emissioni entro il 2030. Le emissioni di gas fluorurati nell’Ue sono cresciute del 60% dal 1990, vietare il loro uso nella refrigerazione e nella climatizzazione è urgente per invertire questo trend”.
Il divieto si applica inizialmente a impianti centralizzati di refrigerazione commerciale con una capacità a partire da 40kW e che impiegano HFC. Nei piccoli sistemi di climatizzazione con gas HFC con un potenziale di riscaldamento globale (GWP) superiore a 750 volte rispetto alla CO2 saranno vietati entro il 2025, mentre gli aerosol tecnici contenenti HFC oltre 150 GWP saranno vietati dal 2018. Prodotti come le schiume che utilizzano i gas fluorurati saranno banditi fra il 2020 e il 2023.
Le nuove regole, che fra l’altro incoraggiano gli Stati membri dell’Ue a promuovere la responsabilità dei produttori per il recupero di tutti i gas fluorurati, saranno poste al vaglio del Consiglio dei ministri dell’Ue del 14 aprile.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Un nuovo rapporto dell’Unep ammette che l’obiettivo degli 1,5 gradi sul clima è fuori portata, ma indica un percorso per limitare i danni.
Dopo l’estate torrida c’è da aspettarsi temperature alte anche fino a novembre. E il calore del Mediterraneo potrebbe incidere sugli eventi estremi.
I negoziati sulla desertificazione alla Cop17 sono stati particolarmente difficili, con gli Stati Uniti che hanno bloccato numerose decisioni.
Nuovo record di temperatura negli oceani di tutto il mondo: un gruppo di governi chiede una tabella di marcia, in vista della Cop31.
Il bilancio è ancora provvisorio ma i dati raccolti in una serie di paesi europei indica decine di migliaia di morti per il caldo estremo.
Passare dalle promesse a risultati misurabili: è l’impegno della Cop17 sulla desertificazione in corso a Ulan Bator, in Mongolia.
Incendi sono divampati in numerose nazioni europee: una conseguenza diretta delle ondate di caldo estremo provocate dai cambiamenti climatici.
Innalzamento dei livelli del mare e cementi, così le spiagge sono sotto attacco su tutti i fronti. L’allarme di Legambiente e una proposta parlamentare.
Al largo dell’isola di Maiorca la temperatura del Mediterraneo ha raggiunto 33 gradi: un rischio enorme in vista dell’autunno.