Sono entrate in vigore le nuove regole europee: frontiere esterne sigillate, controlli più rigidi, un meccanismo di solidarietà non vincolante tra Paesi.
Aveva 8 anni la vittima più giovane dell’attentato terroristico di Manchester. A darne notizia è stata l’amministrazione della contea di Lancashire.
Saffie Rose Roussos, 8 anni, di Leyland, città di 40mila abitanti nella contea di Lancashire, è la vittima più giovane dell’attentato terroristico compiuto il 22 maggio dallo Stato Islamico a Manchester. A darne notizia è stata la stessa amministrazione di Lancashire.
Leggi anche: La giornata dopo l’attentato di Manchester
Il direttore della scuola primaria di Tarleton frequentata dalla bambina, Chris Upton, ha dichiarato: “La notizia della morte di Saffie avvenuta nello sconvolgente attacco di ieri ci ha scioccato terribilmente e vorrei mandare le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici”. Inoltre ha aggiunto che il solo pensiero che qualcuno possa andare a un concerto e non tornare più a casa è inaccettabile. “Saffie era semplicemente una bimba bellissima in tutti i sensi. Era amata da tutti e il suo calore e la sua gentilezza verranno ricordate con affetto”.
“Ora il nostro obiettivo è aiutare i bimbi e lo staff ad affrontare questa terribile situazione e abbiamo chiamato alcuni specialisti della contea di Lancashire per aiutarci”, ha concluso Upton.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Sono entrate in vigore le nuove regole europee: frontiere esterne sigillate, controlli più rigidi, un meccanismo di solidarietà non vincolante tra Paesi.
Un report evidenzia un aumento del 40 per cento degli attacchi contro l’istruzione rispetto al passato. Tra stupri, rapimenti e occupazione militare delle scuole.
Temperature record e controlli alle frontiere: il Mondiale mostra come i cambiamenti climatici e le politiche migratorie influenzino anche lo sport.
Dall’inizio del cessate il fuoco di metà aprile l’esercito israeliano ha ucciso almeno 331 persone in Libano. Ora sta intensificando gli attacchi aerei e via terra.
Un nuovo report di Dam Removal Europe certifica una crescita dell’11 per cento nella rimozione di dighe e barriere fluviali. Un trend in corso anche fuori dall’Europa.
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha decretato un’emergenza sanitaria internazionale. Già 90 i morti e centinaia i casi sospetti.
L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
Non solo petrolio: la guerra in Medio Oriente blocca anche il mercato dei fertilizzanti, con gravi rischi per agricoltura e alimentazione.
Dopo 16 anni di governo è arrivata una pesante sconfitta per Viktor Orbán alle elezioni legislative in Ungheria. Ora il paese tornerà a cooperare con l’Unione europea.

