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La Commissione europea chiarisce che i passeggeri hanno diritto al rimborso sui voli cancellati anche con i prezzi elevati del carburante. E non si possono addebitare sui biglietti costi retroattivi.
Con già 13mila voli cancellati sulle tratte meno redditizie per le compagnie aeree, l’8 maggio la Commissione europea ha adottato delle linee guida per il settore dei trasporti e del turismo dell’Unione europea per far fronte alle continue interruzioni nell’approvvigionamento di carburante e della chiusura di alcune rotte aeree e marittime legate alla crisi in Medio Oriente. In particolare, le linee guida si concentrano sul settore dell’aviazione – obblighi di rifornimento, supplementi carburante, slot aeroportuali, obblighi di servizio pubblico e diritti dei passeggeri aerei – affrontando l’impatto di una potenziale carenza di jet fuel qualora il conflitto dovesse protrarsi.
I passeggeri interessati dalle cancellazioni dei voli continuano a beneficiare dei propri diritti. Hanno diritto al rimborso, al volo alternativo o al ritorno, all’assistenza in aeroporto e al risarcimento per le cancellazioni dell’ultimo minuto. Le compagnie aeree possono essere esentate dal pagamento di un risarcimento finanziario solo se dimostrano che la cancellazione è stata causata da circostanze straordinarie, come una carenza locale di carburante. I prezzi elevati del carburante invece, secondo la Commissione, non devono essere considerati circostanze straordinarie.
Per garantire la trasparenza dei prezzi dei biglietti aerei, il Regolamento sui servizi aerei impone alle compagnie aeree di visualizzare in anticipo i prezzi finali dei biglietti. Ciò al fine di evitare che i passeggeri si trovino a dover affrontare costi imprevisti. Pertanto, non è consentito addebitare retroattivamente costi aggiuntivi come i supplementi carburante. Per i pacchetti vacanza, la Direttiva sui viaggi organizzati può consentire agli organizzatori di aumentare il prezzo retroattivamente, se previsto dal contratto e solo in circostanze specifiche.
Per contribuire a evitare la chiusura di determinate rotte, le compagnie aeree possono essere esentate dalla regola del rifornimento di carburante del 90 per cento, ovvero l’obbligo per le compagnie aeree della Ue ed extra-Ue a effettuare rifornimento negli aeroporti dell’Unione europea per almeno il 90% del fabbisogno annuo di carburante necessario per i voli in partenza da quegli stessi aeroporti. L’esenzione alla norma si applica quando le norme di sicurezza richiedono il trasporto di carburante aggiuntivo dall’aeroporto di partenza, che altrimenti potrebbe impedire alla compagnia aerea di effettuare il volo successivo qualora il carburante non fosse sufficiente presso l’aeroporto di destinazione nell’Ue. Per quanto riguarda gli slot aeroportuali, le compagnie aeree possono essere esentate, senza penalizzazioni, dai normali obblighi relativi agli slot di atterraggio e decollo a causa di problemi di approvvigionamento di carburante negli aeroporti.
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