Eruzione in Nuova Zelanda, la polizia tenta di recuperare i corpi delle vittime

A distanza di giorni dall’eruzione del vulcano della White island in Nuova Zelanda, la polizia tenta di recuperare i corpi rimasti sull’isola. Intanto il numero delle vittime continua a salire.

Nel pomeriggio di lunedì 9 dicembre, il vulcano della White island, un’isola nel nord della Nuova Zelanda, ha eruttato mentre quasi cinquanta turisti stavano svolgendo un’escursione sulle sue pendici. Otto persone hanno perso la vita durante quella che doveva essere una normale gita turistica. I loro corpi si trovano ancora sull’isola e i familiari stanno implorando la polizia di andare a prenderli.

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Omaggi per le vittime della White Island, Nuova Zelanda
Molte persone hanno portato degli omaggi per le vittime della White island © Phil Walter / Getty Images

La polizia ha appena avviato una spedizione per cercare di recuperare le salme rimaste sul vulcano

A distanza di giorni, gli agenti non si sono ancora potuti avvicinare all’isola. Sono molti i fattori di rischio che devono essere tenuti in considerazione: il vulcano è imprevedibile al momento e secondo il vulcanologo Graham Leonard del Gns science, l’Istituto di ricerca geologica della Nuova Zelanda, “c’è quasi il 60 per cento di possibilità che erutti nuovamente nelle prossime ore”. In più la zona è ancora incandescente, fortemente sismica e avvolta dagli stessi gas tossici che sono stati fatali per alcune delle vittime.

John Tims commissario polizia white island
Fino ad oggi, per la polizia è stato impossibile avvicinarsi alla White island © Hagen Hopkins / Getty Images

Nonostante l’enorme pericolo, i familiari delle vittime hanno pregato la polizia di recuperare i loro cari perché se il vulcano eruttasse nuovamente, i loro corpi andrebbero persi per sempre. Sono otto in totale i corpi da riportare a terra e sei di questi sono già stati localizzati.

Il vicecommissario di polizia John Tims ha confermato che le autorità hanno avviato una spedizione, cercando di ridurre il più possibile i rischi per i loro agenti. Mike Clements, un altro commissario della polizia neozelandese, si è detto molto preoccupato per quest’operazione e ha affermato che “una cosa del genere non è mai stata fatta prima d’ora”.

Gravi le condizioni dei feriti

Al momento sono otto le persone di cui è stato confermato il decesso, ma altre otto risultano ancora disperse.

Alcuni dei pazienti ricoverati si trovano in condizioni critiche a causa delle temperature elevate a cui sono stati esposti, delle ceneri tossiche con le quali sono venuti in contatto e dei gas che hanno inalato. Alcuni di loro presentano ustioni su più della metà del corpo e i più gravi sono stati trasferiti in Australia, in alcuni dei migliori centri medici del Paese. Per molti saranno necessari trapianti di pelle ed innesti che verranno inviati da Australia e Stati Uniti nel tentativo di evitare una grave emergenza sanitaria.

Jacinda Arden white island
La prima ministra neozelandese Jacinda Arden si è recata subito sul luogo della tragedia per incontrare i famigliari delle vittime © Dom Thomas / Radio NZ – Pool / Getty Images

Il primo ministro australiano Scott Morrison si è unito alle preghiere per le vittime, molte delle quali sono sue connazionali. “Nei prossimi giorni arriveranno altre brutte notizie – ha dichiarato –. Voglio ringraziare tutti coloro che sono stati vicini alle famiglie e agli amici di chi è stato coinvolto in questa tragedia. Grazie”.

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