La terra è un solo paese
siamo onde dello stesso mare
foglie dello stesso albero
fiori dello stesso giardino.
Seneca
Uno dei malesseri più sottili e serpeggianti della nostra attuale società è dovuto a un malinteso di fondo circa la nostra reale natura di esseri umani. Partiamo tutti - o quasi - dal presupposto di essere soli. Nel bene e nel male. Soli nella lotta per la sopravvivenza, soli nell'avere diritto alle ricchezze e gioie che la vita ci dispensa come giusto compenso per le nostre fatiche, ma a volte anche soltanto per puro caso o fortuna. Il peso di questa presunta solitudine è immenso perché ci impedisce di prestare orecchio ai tanti richiami del mondo che ci circonda, da una parte, e dall'altra ai nostri valori più alti - innati, ma non sempre riconosciuti - che ci guidano verso una visione più vasta di ciò che siamo.
"Siamo tutti foglie dello stesso albero" è un concetto spesso attribuito alla tradizione orientale, ma è anche il famoso verso di una poesia di Seneca, è un concetto che illustra con semplicità ed efficacia il tipo di interrelazione che ci lega al mondo di cui facciamo parte. Il bodhissattva, nella tradizione buddista, è colui che una volta raggiunta l'illuminazione e compresa questa stretta interelazione che ci accomuna, decide di reincarnarsi sulla Terra sino a quando anche l'ultimo essere non avrà raggiunto la stessa realizzazione.
Siamo abituati a pensarci solo come foglie, non come albero; siamo abituati a concentrarci sul benessere della nostra foglia e, al massimo, di quelle del nostro ramo, considerando nemiche, perché diverse, le foglie del ramo esposto a ovest, per esempio, perché nella luce del mattino ci sembrano più scure. E questo atteggiamento ci rende chiusi, piccoli, gretti e, soprattutto, insoddisfatti. Perché la fortuna materiale è ben poca cosa rispetto...