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Un rapporto realizzato da Forest Trend ha valutato i progressi e le azioni concrete intraprese dalle aziende per ridurre l’impatto ambientale.
Lo scorso anno, in occasione del Vertice sul Clima 2014 delle Nazioni Unite, aziende, governi e Ong hanno assunto un impegno senza precedenti, per la salvaguardia delle foreste e per contrastare i cambiamenti climatici. È la Dichiarazione di New York sulle Foreste, documento che evidenzia l’importanza della riduzione delle emissioni e del ripristino delle foreste.
Numerose aziende hanno dunque sottoscritto la Dichiarazione sulle Foreste, il cui obiettivo è quello di dimezzare la perdita di foreste entro il 2020 e interromperla entro il 2030. Forest Trend, organizzazione noprofit per la conservazione delle foreste, ha realizzato una nuova ricerca per capire quali società hanno già adottato misure concrete per la deforestazione globale e stanno lavorando per la sostenibilità di filiere e catene di approvvigionamento.
La dichiarazione è stata firmata anche da grandi aziende note per l’elevato impatto ambientale, come Asia Pulp & Paper, McDonald, Barclays, Nestlé, Kellogg e Danone.
A un anno dall’adozione della Dichiarazione di New York sulle Foreste, il rapporto ha esaminato i progressi delle aziende nella riduzione dell’impatto ambientale. Ad esempio Cargill, multinazionale statunitense del settore alimentare, ha presentato la scorsa settimana la propria nuova politica verso le foreste, caratterizzata da catene di approvvigionamento delle materie prime certificate e sostenibili e dagli sforzi per prevenire la perdita della foreste.
Asia Pulp & Paper ha invece annunciato lo scorso mese il ritiro di circa settemila ettari di piantagioni commerciali allo scopo di proteggere le torbiere indonesiane ricche di carbonio. È il primo impegno di conservazione della torbiera di questa portata a essere realizzato a livello mondiale.
“Mentre ci avviciniamo ai più importanti negoziati sul clima della storia, questi risultati rafforzano il principio che il settore privato ha un ruolo cruciale da svolgere nella lotta contro i cambiamenti climatici”, ha dichiarato il presidente di Forest Trends, Michael Jenkins.
Dal rapporto emerge che le società che hanno adottato misure concrete per ottenere materie prime certificate o che hanno “mappato” le loro catene di approvvigionamento, hanno anche più probabilità di impegnarsi per proteggere i diritti umani e rispettare tutte le leggi locali e nazionali.
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