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Veri e propri paradisi in terra. Riserve protette per gli ultimi esemplari di specie in via d’estinzione. Grazie all’ecoturismo è possibile proteggerli.
Lo conferma anche l’ultimo rapporto redatto dalla Iucn. Il turismo nelle aree protette è un fattore derterminante per la loro sopravvivenza. Eccone alcune, in una lista certo non esaustiva.
È il santuario del rinoceronte nero africano, ed è una delle riserve più importanti del Kenya e di tutto il continente. Negli anni grazie alle politiche di protezione e conservazione, la popolazione è cresciuta del 6 per cento. Ospita inoltre la più grande popolazione al mondo di zebre di Grèvy (380 esemplari), di cui si contano ormai solamente 3000 capi.
È entrato a pieno titolo nella lista delle aree protette più importanti al mondo secondo la Iucn. È il Parco più antico d’Italia, istituito nel 1922 (insieme al Parco Nazionale d’Abruzzo). L’animale simbolo è lo stambecco, ma tra le cime si possono incontrare i più schivi camosci, le marmotte e magari vede volteggiare l’aquila reale.
Uno dei più famosi parchi della Cina, è conosciuto in tutto il mondo per i suoi splendidi paesaggi. È patrimonio dell’umanità dell’Unesco ed ha ispirato nel tempo generazioni di pittori, poeti e registi, tra i quali James Cameron. Le vette di Pandora si ispirano infatti a queste cime.
Una delle ultime grandi praterie rimaste uguali nel tempo. Qui sembra di ritornare ai tempi dei primi esploratori del West, quando ancora queste pianure erano abitate da milioni di bisonti e da decine di tribù di nativi. Oggi è attivo un decennale progetto per il ripristino del bisonte, che oggi conta ormai qualche migliaio di esemplari selvatici.
Ha ormai 20 anni il centro di riabilitazione per scimpanzè aperto da Jane Goodall. Un vero e proprio santuario per scimpanzè che oggi ospita circa 150 individui, molti orfani. Visitare il centro significa entrare in diretto contatto con l’importantissimo lavoro svolto in questi anni dall’etologa, punto di riferimento per la conservazione dei primati in tutto il pianeta.
L’Islanda estrema. Qui il paesaggio è selvatico, antico, aulico. La regione prende il nome dalle numerose cime e dall’elevata geotermia che ha contribuito a modellare e colorare il paesaggio. Qui sopravvivono centinaia di specie vegetali, vere e proprie pioniere della natura.
L’ultima grande foresta europea. Millenaria, antica, che ospita specie vegetali e animali ormai estinte nel resto del vecchio continente. La foresta si estende tra il nord-est della Polonia e la Bielorussia. Tra radure e alberi secolari qui vivono liberi gli ultimi esemplari di bisonte europeo, insieme a lupi, alci e castori.
È la riserva marina più grande del pianeta. Lunga 2600 chilometri si estende per per più di 340 mila chilometri quadrati. Anch’essa patrimonio dell’umanità, fa da riparo a migliaia di specie animali e vegetali. Nonostante i rapidi cambiamenti climatici stiano intaccando la salute di questa porzione di Oceano Pacifico, rimane ancora una vera e propria arca della biodiversità.
A circa 20 chilometri dalla costa colombiana, in pieno Oceano Pacifico, quest’isola è riserva protetta dal 1985. Anticamente abitata da civiltà precolombiane, è oggi disabitata e ci si può accedere solo prenotando tramite l’ufficio del turismo colombiano. Una vera e propria isola tropicale, rimasta come le prime visitate dai conquistadores spagnoli.
Si tratta del parco naturale più grande del mondo. 900 mila chilometri quadrati, molti dei quali ricoperi dal ghiaccio per la maggior parte dell’anno. Qui si possono incontrare gli Inuit, gli antichi abitanti di questa aspra terra. Qui il legame con la natura è ancora fortissimo, ancestrale. Solo in questo modo si può sopravvivere.
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