Calo della produzione, aumento della mortalità nei campi, ricadute sui diritti dei lavoratori: un report di Terra ed EStà fotografa l’impatto della crisi climatica sull’agricoltura e propone delle soluzioni.
Alcuni grandi distributori di generi alimentari britannici si sono uniti per ridurre lo spreco di cibo dei supermercati presenti sul territorio. Nel 2014 l’obiettivo raggiunto è stato pari a 20mila tonnellate di cibo salvato secondo il rapporto del British retail consortium (Brc). Asda, Co-operative food, Marks and Spencer, Morrisons, Sainsbury’s, Tesco e Waitrose sono riusciti a
Alcuni grandi distributori di generi alimentari britannici si sono uniti per ridurre lo spreco di cibo dei supermercati presenti sul territorio. Nel 2014 l’obiettivo raggiunto è stato pari a 20mila tonnellate di cibo salvato secondo il rapporto del British retail consortium (Brc). Asda, Co-operative food, Marks and Spencer, Morrisons, Sainsbury’s, Tesco e Waitrose sono riusciti a contenere, passando da 200mila a 180mila tonnellate, il cibo ancora commestibile che finisce nella spazzatura in un anno.
Il rapporto è stato curato dal Waste and resources action programme (Wrap) che, insieme alle società della grande distribuzione, ha fissato alcune regole comuni per fare in modo che i dati fossero il più possibile accurati e trasparenti. Lo spreco di cibo dovuto ai supermercati ammonta a circa l’1 per cento del totale nel Regno Unito, pari a circa 15 milioni di tonnellate. Ma lo scopo della cooperazione è anche quello di sensibilizzare gli altri attori coinvolti nella filiera alimentare, dagli agricoltori ai consumatori, sulla necessità di limitare la quantità di cibo perso per i motivi più diversi.
La catena Tesco, ad esempio, ha individuato che il 41 per cento di cibo sprecato nei propri supermercati è da imputare al reparto panetteria. Per questo il gruppo ha adottato una strategia volta a ridurre la quantità di pane fresco che ogni giorno viene sfornato. Dall’altro lato ha stretto accordi con i fornitori per fare in modo che i prodotti presenti sugli scaffali avessero date di scadenza più lunghe. Infine ha scelto di donare parte delle eccedenze alimentari a organizzazioni e fondazioni benefiche che si occupano di raccogliere cibo non deperibile e destinarlo a persone in difficoltà. Un’iniziativa dalla valenza economica, sociale, ambientale, ma soprattutto educativa.
Idea simile è quella venuta a Marks and Spencer che ha annunciato il lancio di un programma di redistribuzione che coinvolge 150 tra i supermercati più grandi presenti nel Regno Unito. Il surplus alimentare viene donato un gruppo di organizzazioni locali che aiutano le persone meno abbienti che abitano nelle vicinanze del supermercato.
La scelta di questo gruppo di grandi distributori segue la coalizione composta da multinazionali e associazioni ambientaliste come Wwf, Pepsi, Sodexo, Unilever e McCain. L’International food waste coalition (Ifwc) è stata presentata il 16 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, e ha come obiettivo ridurre lo spreco di cibo nel continente europeo attraverso interventi mirati lungo tutta la filiera alimentare.
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