Narges Mohammadi è stata condannata a sette anni di carcere per il suo attivismo contro il regime dell’Iran. Prosegue intanto la repressione nel paese dopo le proteste di inizio anno.
La missione delle Nazioni Unite in Afghanistan ha diffuso le cifre relative ai morti civili nel primo semestre dell’anno: «Mai così tante vittime».
Quasi 1.700 civili sono stati uccisi in Afghanistan nei primi sei mesi del 2018. Ai quali si aggiungono più di 3.400 feriti, per un totale di oltre 5.100 vittime. A riferire i dati – i peggiori in termini di perdite di vite umane negli ultimi dieci anni – è stata l’Unama (Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan). Che sottolinea come il 52 per cento dei morti sia stato causato da attentati rivendicati dall’organizzazione terroristica Stato Islamico.
Highest number of Afghan civilian deaths recorded at mid-year point of any year since UN began its reports a decade ago, finds latest UNAMA Protection of Civilians update released today – read here https://t.co/TbuEnTQq5T #Afghanistan pic.twitter.com/ZiaG14cM7T
— UNAMA News (@UNAMAnews) 15 luglio 2018
Dal 2014 ad oggi, inoltre, i dati relativi a morti e feriti appaiono drammaticamente stabili. Nonostante i tre giorni di cessate il fuoco che sono stati ordinati (e rispettati) dal 15 al 17 giugno dalle principali forze in conflitto (talebani e esercito governativo), il bilancio è dunque agghiacciante. L’Unama, che dal 2009 pubblica ogni semestre i dati relativi alle vittime civili in Afghanistan, ha precisato che la capitale Kabul risulta tra le aree più pericolose. Ma anche la provincia orientale di Nangarhar è stata teatro di numerosi attacchi: qui il numero di morti tra la popolazione civile è raddoppiato in un anno, arrivando a toccare quota 304 (assieme a 607 feriti).
Lo scorso 30 aprile, un doppio attentato suicida aveva provocato 25 morti e 45 feriti a Kabul. Ad essere colpiti erano stati anche i reporter accorsi sul posto per raccogliere informazioni sull’accaduto: i giornalisti uccisi sono stati nove, tra i quali anche Shah Mirai, responsabile dei servizi fotografici dell’agenzia Afp nella capitale afgana.
Record number of Afghan civilians being killed by warring parties, finds latest UN in #Afghanistan report. It doesn’t have to be this way. Read UNAMA update: https://t.co/TbuEnTQq5T pic.twitter.com/ophlmWfUgc
— UNAMA News (@UNAMAnews) 15 luglio 2018
La missione delle Nazioni Unite teme inoltre che gli attacchi possano moltiplicarsi nei prossimi mesi. Ad ottobre, infatti, sono previste le prime elezioni legislative dal 2010, contro le quali i terroristi hanno già dimostrato di voler agire: 117 persone sono state uccise e 224 ferite nel corso di attentati contro i centri di iscrizione alle liste elettorali, aperti dalla metà di aprile.
Ma secondo la Umana a minacciare la popolazione civile in Afghanistan c’è anche l’incremento dei raid aerei. Il numero di morti provocati dai bombardamenti è aumentato infatti del 52 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017. Tuttavia, le Nazioni Unite mantengono la speranza che si possa trovare una soluzione: “Il seppur breve cessate il fuoco di giugno ha provato che superare la guerra è possibile”, ha affermato Tadamichi Yamamoto, rappresentante speciale del segretario generale Onu, commentando il rapporto.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Narges Mohammadi è stata condannata a sette anni di carcere per il suo attivismo contro il regime dell’Iran. Prosegue intanto la repressione nel paese dopo le proteste di inizio anno.
Il presidente Donald Trump ha dato sempre più poteri all’Ice. Questo si è tradotto in retate anti-immigrazione molto violente e al di fuori della cornice legale.
Il presidente Donald Trump ha lanciato un grande piano di investimenti per impossessarsi del petrolio del Venezuela. Ma le aziende del settore non sono convinte.
Da fine dicembre in Iran sono esplose profonde proteste. La miccia è stata la crisi economica ma ora i manifestanti chiedono la fine del regime, che ha risposto con la violenza.
Il Belgio è uno dei paesi più esposti ai cambiamenti climatici. Le dune-diga sono una soluzione per fermare l’innalzamento dei mari.
Un nuovo progetto idroelettrico sul fiume Chhujung rischia di stravolgere la vita degli indigeni Bhote-Lhomi Singsa del Nepal. Che si stanno battendo per fermarlo.
Il progetto era fortemente contestato da associazioni ambientaliste e comitati cittadini. Alla fine il Guggenheim di Bilbao ha fatto un passo indietro.
I trattori hanno invaso la capitale europea per protestare contro l’accordo commerciale tra l’Ue e il Mercosur. La ratifica è stata rinviata a gennaio.
La misura è valida per tutta la Spagna e comprende autobus e treni a media percorrenza e suburbani. Sono esclusi per ora i trasporti pubblici locali.

