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L’altea -o bismalva- ha numerose propietà. Di questa pianta si possono usare fiori, foglie e radici, prevalentemente sotto forma di infuso o decotto.
L’altea (althea officinalis) è il simbolo della beneficenza. È anche chiamata l’amica del povero, poiché in virtù delle sue proprietà medicinali, consentiva di curarsi senza ricorrere a cure mediche costose.
Il nome della pianta deriva dal greco àlthos, che significa medicare, guarire. Plinio il Vecchio la consigliava alle donne incinte prossime al parto, poiché riteneva che potesse aiutare a sopportare meglio i dolori del travaglio.
Della famiglia delle malvacee, l’altea veniva anche detta bismalva, in quanto si pensava avesse il doppio delle proprietà della malva.
In origine presente soprattutto su suoli salini dell?Europa orientale, da molto tempo ormai è diffusa anche nell?Europa centrale.
Si usano fiori, foglie e radici, prevalentemente sotto forma di infuso o decotto. Giova per tutte le infiammazioni della cavità orale: gengiviti, paradontopatie, ascessi dentari. La medicina popolare vuole che si faccia mordicchiare la radice ai bambini, per favorire la dentizione. Ha un’azione lenitiva sulle mucose e perciò è impiegata contro le malattie dell?apparato digerente.
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