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A 24 anni dalla sua messa al bando, l’Italia non ha ancora risolto i problemi ambientali e di salute legati all’amianto. Presto, però, il nostro paese potrebbe dotarsi di uno strumento per accelerare la bonifica da un materiale che, si calcola, miete ancora 1200 vittime all’anno solo da noi. In occasione della seconda assemblea nazionale
A 24 anni dalla sua messa al bando, l’Italia non ha ancora risolto i problemi ambientali e di salute legati all’amianto. Presto, però, il nostro paese potrebbe dotarsi di uno strumento per accelerare la bonifica da un materiale che, si calcola, miete ancora 1200 vittime all’anno solo da noi. In occasione della seconda assemblea nazionale sull’amianto, infatti, è stato presentato il primo testo unico, una proposta di legge elaborata dalla Commissione sugli infortuni sul lavoro creata al Senato: un disegno di legge che ha l’obiettivo di consentire a regioni e Asl di mappare tutto l’amianto ancora presente sul territorio (con obbligo di denuncia e bonifica esteso a tutti gli edifici, anche privati) e censire tutte le patologie ad esso legate (in questo caso, spetterà al medico rispettare l’obbligo di trasmissione delle informazioni relative ai pazienti, in caso di accertamento della malattia, ai fini dell’inserimento nel registro tumori presso l’Inail).
Ma la legge prevede anche due altri ambiti di intervento importanti: ci sono infatti incentivi per la riconversione delle aree industriali dismesse, e l’istituzione dell’Agenzia nazionale amianto che servirà fondamentalmente a coordinare i censimenti e i piani regionali. Sul piano processuale, si prevede il raddoppio dei termini delle indagini preliminari e della prescrizione per i reati di disastro, lesioni e morti per malattie asbesto derivate, si impone l’obbligo speciale di ricorrere all’incidente probatorio (ovvero prima dell’apertura del processo) per la testimonianza della persona offesa e per la perizia, e il patrocinio a spese dello Stato per le vittime dell’amianto e i familiari, perché sia garantita giustizia. Su quest’ultimo punto, pensato per consentire alle vittime di affrontare processi estenuanti e dispendiosi spesso contro grandi multinazionali, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha ribadito un impegno già espresso in passato: “Come ministero della Giustizia sosterremo con forza la proposta di prevedere il patrocinio gratuito per le vittime di amianto, anche svincolato dai tradizionali requisiti reddituali”.
Secondo il ministero dell’Ambiente sono 55 mila i siti da bonificare, 10 mila dei quali individuati solo nell’ultimo anno. “Dobbiamo andare avanti con la mappatura – ha affermato il ministro Gianluca Galletti – e bisogna rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato”. Oltre alle risorse stanziate, al piano di censimento e al Testo unico, sarebbe utile, secondo il ministro, rendere strutturali gli interventi di rimozione dell’amianto, un po’ come avviene con l’ecobonus. “Il credito d’imposta sta avendo successo, abbiamo già visto impegnate 600 imprese. Dobbiamo lavorare per inserire nella prossima legge di bilancio 2018 una norma in questo senso”. Naturalmente il testo unico appena presentato è appena all’inizio del suo percorso: tempi certi per una eventuale approvazione non sono ancora ipotizzabili.
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