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Nato nel 1949 a Lisbona, socialista, per 10 anni alla testa dell’Unhcr, Antonio Guterres è stato designato alla successione di Ban Ki-moon.
Il prossimo segretario generale delle Nazioni Unite sarà il portoghese Antonio Guterres. La designazione ufficiale è arrivata nel corso della seduta dell’Assemblea Generale di giovedì 13 ottobre: il mandato del successore del sudcoreano Ban Ki-moon comincerà il prossimo 1 gennaio.
La conferma del nome di Guterres era considerata di fatto una formalità, dopo il sostegno unanime ricevuto dal candidato, all’inizio di ottobre, da parte del Consiglio di sicurezza. In un discorso pronunciato subito dopo l’acclamazione, il neo-segretario ha affermato di voler combattere “populisti e terroristi”, nonché di voler “servire i più vulnerabili”, così come “le vittime di tutti i conflitti: è tempo di battersi per la pace”.
Nato a Lisbona il 30 aprile del 1949, Guterres è un ingegnere. Ha cominciato il proprio percorso politico in seno ai movimenti cattolici, prima di approdare al Partito socialista portoghese, nel quale milita all’indomani della rivoluzione del 1974. Eletto deputato alle prime elezioni del 1976, nel 1992 diventa segretario generale dei socialisti, che porta – tre anni dopo – alla vittoria alle elezioni. Un’affermazione che gli vale il posto di primo ministro.
Nel corso del governo di Guterres il Portogallo vive un periodo di forte espansione economica, il che consente di introdurre importanti novità nel paese, come ad esempio la creazione del reddito minimo garantito, misura fortemente voluta dal premier, che punta moltissimo anche sull’ingresso della nazione nell’euro. I suoi detrattori, tuttavia, gli rimproverano di aver contribuito – da fervente cattolico – alla vittoria del “no” al referendum tenuto nel 1998 sulla depenalizzazione dell’aborto.
Quando Timor-Est, antica colonia portoghese, fu colpita dai massacri delle milizie pro-indonesiane nel 1999, Guterres diede dimostrazione di grande abilità diplomatica, convincendo la comunità internazionale a lanciare un intervento delle Nazioni Unite. Dal 2005 al 2015 è quindi alla testa dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), battendosi per i diritti dei milioni di migranti e richiedenti asilo, conseguenza in particolare della guerra in Siria.
La sua elezione alla testa del Palazzo di Vetro non è stata in realtà semplice. Inizialmente, Guterres aveva ricevuto dodici voti a favore, due contrari e un’astensione. Il portoghese è partito infatti nella corsa con due handicap: non è una donna (in molti avrebbero preferito evitare l’ennesimo uomo), ma soprattutto non viene dall’Europa orientale (area che sulla base di una regola non scritta immaginava di poter esprimere il prossimo segretario generale). Di qui la forte reticenza di Mosca, che dopo l’africano Kofi Annan e l’asiatico Ban Ki-moon credeva nella scelta di un candidato proveniente dall’ex blocco sovietico.
La Russia avrebbe infatti gradito maggiormente i nomi di Irina Bokova, direttrice generale dell’Unesco, rifiutata però dagli Usa per la storica decisione dell’agenzia Onu di riconoscere ufficialmente la Palestina. O ancora il ministro slovacco degli Affari esteri, Miroslav Lacjack, o il suo omologo serbo Vuk Jeremic.
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