Primo ok alle legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno tra 10 anni. E per la fusione se ne parla dopo il 2040.
Un deposito di petrolio della compagnia norvegese Equinor è stato danneggiato alle Bahamas. Il greggio è finito anche nell’oceano.
Ad oltre una settimana dal drammatico passaggio dell’uragano Dorian sulle isole Bahamas, le autorità e la popolazione contano ancora le vittime e i danni. I morti accertati sono ormai più di 50. Ma il bilancio è ancora provvisorio: sono ben 2.500 i dispersi, secondo quanto affermato nella giornata di mercoledì 11 settembre dall’Agenzia per le situazioni d’emergenza.
Ground turns black after Dorian causes oil spill in the Bahamas: https://t.co/S6X8U7KhnR pic.twitter.com/dhTBUbIl13
— AccuWeather (@accuweather) September 6, 2019
Quest’ultima spera che molte di queste persone possano essere ritrovate nei rifugi improvvisati che sono stati allestiti nell’arcipelago. Nel frattempo, però, gli abitanti delle Bahamas devono fronteggiare un’ulteriore catastrofe. Legata stavolta ad una fuga di petrolio sull’isola di Grand Bahama.
Il passaggio dell’uragano, infatti, non ha risparmiato un deposito petrolifero della compagnia norvegese Equinor, situato a pochi chilometri di distanza dal villaggio di High Rock. Le strutture sono state danneggiate e il petrolio è fuoriuscito dal sito: la stampa internazionale parla di “aria irrespirabile per via dell’odore di petrolio” e di “territorio punteggiato da macchie nere”.
Hon. Glenys Hanna-Martin, Opp. spokesperson on the environment, comments on the oil spill at the oil storage facility (formally Burma Oil) in East Grand Bahama. Hanna-Martin said that there appears to be no movement to address this harmful environmental discharge. #Dorian pic.twitter.com/O6E8CPLRWH
— Bahamas Press (@Bahamaspress) September 8, 2019
Una parte dei tetti in alluminio di cinque dei dieci terminal sono stati divelti. E sono due le cisterne che sono state perforate, secondo quanto indicato da un portavoce della stessa Equinor. The Weather Channel riporta la notizia secondo la quale parte del petrolio è finita nell’oceano, con tutto ciò che questo comporta in termini di danni per l’ecosistema.
Quest’ultima, in un comunicato, ha assicurato che bonificherà la zona, aggiungendo però che “la situazione è complessa e difficile. I danni subiti dalle infrastrutture rallentano le operazioni”.
Meanwhile Fred Smith and Joe Darville of Save the Bays, who flew to Nassau to talk about Peter Nygard and BPL hasn’t said one word about this oil spill right in their backyard on Grand Bahama island. #dorian pic.twitter.com/VSaM9kUEsi
— Bahamas Press (@Bahamaspress) September 8, 2019
Per tentare di limitare la contaminazione, due navi con a bordo materiale utile per ripulire le aree colpite da fughe di petrolio sono in viaggio dalla Louisiana. Più in generale, altri aiuti sono in arrivo dagli Stati Uniti e da altri paesi: secondo le Nazioni Unite, sono almeno 70mila le persone che necessitano di “un’assistenza immediata” alle Bahamas.
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