Il presidente de la Espriella vuole cancellare le entità di autogoverno delle comunità in Amazzonia e Chocò. Allarme per omicidi e sequestri.
Il Parlamento francese ha approvato all’unanimità una norma che impone il 40% di prodotti locali, e 20% di tipo biologico, in tutte le mense.
I pasti serviti nelle mense scolastiche e in quelle aziendali di tutta la Francia dovranno contenere almeno il 40 per cento di prodotti di stagione e provenienti da aziende locali. Di cui almeno il 20 per cento di tipo biologico. A chiederlo è stata la parlamentare di Europe Ecologie – Les Verts (i Verdi francesi) Brigitte Allain, un cui emendamento a sua firma è stato approvato all’unanimità dai deputati dell’Assemblea nazionale.
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Un primo voto favorevole della stessa aula era già arrivato nello scorso mese di gennaio, ma il testo era stato poi modificato dal Senato, il che ha comportato una seconda lettura. Secondo i media transalpini si tratta di “una piccola rivoluzione per le mense collettive”: saranno interessati anche tutti i servizi di ristorazione all’interno delle case di riposo. Unico neo, la tempistica: gli obblighi entreranno in vigore solamente a partire dal 2020.
J’exprime ma grande satisfaction à l’issue du vote à l’UNANIMITE de ma loi! #mangerlocal #DirectAN Merci ! pic.twitter.com/zb6hvuaFub
— Brigitte Allain (@BrigitteAllain) 14 gennaio 2016
Ma in Francia c’è che ha deciso di non aspettare. A Mouans-Sartoux, cittadina di diecimila abitanti nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, già alcuni anni è nata una mensa 100 per cento ecologica, quasi a rifiuti zero. Dal 2012 vengono serviti unicamente prodotti di tipo biologico, allo stesso prezzo di quelli tradizionali; i menù vengono cambiati ogni settima in funzione delle verdure e dei frutti di stagione, mentre i bambini vengono responsabilizzati potendo decidere quanto cibo mettere nel loro piatto.
“Seguendo le indicazioni nazionali in tema di equilibrio alimentare – ha spiegato alla radio France Info Gilles Pérole, assessore all’Infanzia e all’Educazione del comune di Mouans-Sartoux – ci siamo resi conto che avremmo dovuto aumentare la quantità di frutta, verdura, cereali. Ma in questo modo avremmo dato ai nostri bambini anche più pesticidi. Per cui, al fine di rispettare la loro salute e salvaguardare l’ambiente, abbiamo deciso di passare al biologico”.
Grazie a tali scelte, la mensa genera oggi l’80 per cento di rifiuti in meno rispetto al 2010: tra tre e cinque chilogrammi per ciascun pasto, contro i 25 precedenti, per l’insieme dei 240 alunni della scuola. Il che rappresenta tra l’altro un guadagno pari a 20 centesimi di euro a portata, che moltiplicati per i circa 150mila piatti serviti ogni anno, significa un risparmio di 30mila euro ogni dodici mesi.
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