Alberto Frausin. Birra e design, il sorprendente percorso verso la sostenibilità

In una sfilata di oggetti che hanno vinto il Compasso d’oro fa splendida mostra di sé lo spillatore di birra Spinamatic. Birra e design unite in un arco temporale che ripercorriamo insieme a Alberto Frausin, AD di Carlsberg Italia. Con un ideale passaggio di testimone al sistema Draughtmaster.

A sfilare sul tappeto rosso qui non sono le modelle, bensì… i modelli. Cioè gli oggetti di design che hanno vinto premi e menzioni del Compasso d’oro nati dalla penna di Achille Castiglioni e oggi conservati a Milano nella fondazione a lui intitolata.

8 Compassi d’oro, uno alla carriera e 16 menzioni. Il grande architetto e designer milanese ha mietuto, dalla lampada a tubo Luminator del 1955, una ricca messe di riconoscimenti. La sua cifra stilistica percorre ogni progetto con quella caratteristica sequenza di linee rette e circolari che connota elementi d’arredo, elettrodomestici, lampade, accessori e, come vedremo, perfino uno storico spillatore per birra.

Le vie del Compasso d’oro, la sfilata e lo studio

L’idea di organizzare un’esposizione serale dinamica, viva e originale degli oggetti della Fondazione Achille Castiglioni, insieme a Adi Lombardia, si colloca tra gli itinerari in luoghi d’eccellenza milanesi alla scoperta dei progetti di oltre sessant’anni del premio Compasso d’Oro Adi, capaci ancora di suscitare meraviglia e riflessioni su come il design può migliorare la vita quotidiana.

Il luogo d’eccellenza, qui, è il cortile del palazzo che ospitava la casa – studio di Achille Castiglioni, in piazza Castello al 27, con quattro stanze gremite di prototipi e modellini che sono la storia del design, pezzi usati durante le lezioni da lui tenute al Politecnico di Milano e Torino, il tecnigrafo, i fogli di carta coi progetti e, grazie ai curatori della fondazione, anche di molti oggetti dell’architetto milanese poi entrati in produzione, tra cui uno spillatore Spinamatic.

Lo spillatore per birra Spinamatic del 1964

Per questo la bella iniziativa è stata sposata anche dal Birrificio Angelo Poretti, che nel 1964 ha vinto il Compasso d’oro per Spinamatic, primo sistema di spillatura soprabanco con profilo sostenibile firmato Industrie Poretti. Fu riconosciuto a Castiglioni, secondo la giuria, grazie al “disegno di un personaggio totalmente nuovo nel consumo collettivo, tenendo conto della partecipazione a un insieme che è il paesaggio delle nostre azioni quotidiane attraverso una precisa caratterizzazione plastica”.

Quasi mezzo secolo dopo, sostenendo questa splendida serata, Carlsberg Italia ha voluto celebrare questa macchina antesignana e affermare che sono ancora i sistemi di spillatura ad essere i protagonisti del processo di innovazione. Nel 2011 è stato introdotto il DraughtMaster™, il sistema di spillatura che elimina l’aggiunta di anidride carbonica e rimpiazza i tradizionali fusti in acciaio con fusti in Pet riciclabile. Innovazione fortemente tesa all’esaltazione del made in Italy, dato che l’Italia è il paese pilota grazie anche a un pool di aziende made in Italy, e alla sostenibilità.

Alberto Frausin, Carlsberg Italia

Alberto Frausin, AD di Carlsberg Italia, è anche dal 2014 a capo del Center of Excellence internazionale dedicato al progetto DraughtMaster™.

spillatore birra spinamatic
Alberto Frausin, AD Carlsberg Italia, e Carlo Castiglioni, presidente di Fondazione Achille Castiglioni, accanto allo spillatore per birra vincitore del Compasso d’oro Spinamatic del 1964. © Mara Budgen/LifeGate

Una spillatrice nel tempio del design di Achille Castiglioni. Birra e design. Un binomio tutt’altro che scontato, dato che la birra è una bevanda sociale, è sinonimo di gioia, di piacere, ma di rado è accostata ad ambienti come questo. Da dove nasce la scelta di esser qui, a Le vie del Compasso d’oro?
Fa parte della nostra storia. Achille Castiglioni ha disegnato questo magnifico spillatore nel 1964, quindi comincia ad avere più di cinquant’anni. Era l’epoca in cui Splugen era un grande marchio sul mercato italiano e in cui importante era il ruolo della famiglia Bassetti, allora proprietari dell’azienda, che per l’arte e il design avevano una particolare attenzione. Chi ha visitato il nostro stabilimento liberty a Induno Olona sa che la bellezza, l’architettura, l’arte e il design sono parte integrante della nostra storia. Il nostro interesse non è casuale, è un percorso di cui la presenza alla Fondazione Achille Castiglioni è una tappa.

Il filone del design, dunque, secondo lei è interessante per Carlsberg? Lo proseguirete, questo percorso?
Secondo me sì, è importante. Pensiamo alla bottiglia della 10 Luppoli, nata da un concorso di idee aperto agli studenti di Ied, Naba e la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Trovo la sua esplorazione assolutamente proficua, perché gesti, colori, sapori, tutto ciò che attiene all’universo birra, non possono che essere esaltati dalla bellezza. I grandi chef partecipano al design delle proprie posate, dei piatti, delle padelle. L’estetica è parte della gioia della fruizione.

Se pensiamo alla vecchia birra nei boccali, in effetti, l’immagine forse è un po’ greve?
Fa parte della tradizione, ma in realtà ci sono nuovi percorsi e nuove idee da studiare. Per esempio, stiamo lavorando su nuovi concetti di design legati al riutilizzo del Pet.

Che è uno dei materiali del DraughtMaster™.
Eh sì. Mi fa particolarmente piacere parlarne qui accanto a un’antenata delle macchine spillatrici, in realtà è proprio l’inizio di questa storia: era segno, era destino che fossimo noi a sviluppare il DraughtMaster. Nella nostra storia che guarda al futuro, il passato è importante. Mi piace, questo passato, perché dà più forza al nostro futuro.

Il vostro futuro è il DraughtMaster?
Assolutamente sì, siamo solo all’inizio. Tra l’altro, grazie all’ingegneria italiana e a tutti i fornitori italiani che ci danno una mano, stiamo cominciando a portarlo all’estero. Siamo agli inizi di un percorso che cambierà il mondo. L’ho detto cinque anni fa, oggi sta diventando un fatto concreto.

Per cambiare il mondo, una delle leve è la sostenibilità?
La sostenibilità è una condicio sine qua non, senza la quale non si può pensare di cambiare nulla.

Anche a un livello industriale alto, come quello in cui siete?
Assolutamente sì. Tenere conto della sostenibilità nei prodotti di largo consumo è fondamentale, tenete conto che i prodotti di largo consumo sono secondi, come impatto ambientale, dopo l’energia. Se non si lavora sulla sostenibilità non c’è futuro. Per fortuna, Carlsberg ha dalla nascita un background molto favorevole, dovuto forse anche alla cultura scandinava. Un vantaggio evidente per noi perché, forte di queste basi, ho potuto portare questa tecnologia in Europa, studiandone la Lca e ottenendo l’Epd per primi al mondo nel settore, perché il concetto di sostenibilità oggi è europeo.

Un percorso sorprendente e suggestivo, considerando che uno dei suoi passi iniziali è stato proprio lo Spinamatic, Compasso d’oro 1964.

(Grazie a Mara Budgen, Tommaso Perrone)

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