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La sindrome metabolica va affrontata con controlli regolari e stili di vita adeguati. Holifya è una clinica digitale che accompagna in questo percorso.
Glicemia alta, pressione che sale, colesterolo oltre il limite, circonferenza addominale che aumenta: presi singolarmente sembrano problemi gestibili, ma quando compaiono tutti insieme diventano il campanello d’allarme della sindrome metabolica. Non un’emergenza improvvisa, ma un quadro che si costruisce nel tempo, quando abitudini sbagliate si consolidano e incontrano un sistema sanitario spesso congestionato. Il problema è che spesso i segnali vengono intercettati tardi e la risposta terapeutica è frammentata. È qui che si inseriscono soluzioni come Holifya, una delle prime cliniche digitali italiane dedicate alla salute metabolica. Il suo obiettivo è trasformare una gestione medica spesso episodica in un percorso strutturato e continuativo: presa in carico da remoto, esami integrati e un filo diretto costante con gli specialisti.
In Italia i dati parlano chiaro: tra i 18 e i 69 anni, solo il 7 per cento degli italiani raggiunge le cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura raccomandate (Passi, sistema di sorveglianza nazionale), mentre nel 2023, secondo Istat, il 46,3 per cento delle persone sopra i 18 anni era in eccesso di peso e quasi il 12 per cento viveva con obesità.
Sul fronte diabete, la Relazione al Parlamento 2024 conta quasi 4 milioni di persone con diabete di tipo 2 – circa il 6 per cento della popolazione – a cui si aggiunge una quota stimata di casi non ancora diagnosticati. E circa il 30 per cento delle persone presenta almeno tre parametri alterati che configurano la sindrome metabolica.
Se allarghiamo lo sguardo all’Europa, il quadro non cambia: secondo Eurostat, nel 2022 oltre metà della popolazione adulta dell’Unione europea rientrava nelle categorie di sovrappeso o obesità. Con numeri del genere, non si può parlare di un problema individuale bensì di una questione di sanità pubblica, con costi economici e sociali enormi.
La sindrome metabolica ha bisogno di controlli regolari, aggiustamenti terapeutici, cambiamenti graduali nelle abitudini quotidiane. Holifya nasce per coprire questa esigenza con un modello ibrido: interamente online, ma con un presidio medico costante. Si parte da dati clinici reali – visita con specialisti, esami del sangue, anamnesi, parametri metabolici – per costruire un piano personalizzato che integra nutrizione, movimento e terapia farmacologica.
La cura è diagnosi. È guida. È continuità. È qualcuno che resta accanto al paziente anche dopo la prescrizione.
Su questa base, interviene anche un sistema algoritmico che utilizza i dati per personalizzare il percorso: non decide al posto del medico, ma aiuta a calibrare meglio le scelte terapeutiche, ottimizzare la cura e migliorare l’aderenza nel tempo. E c’è anche un altro aspetto: i dati raccolti – in forma aggregata e anonima – diventano utili per la ricerca clinica e per costruire modelli di prevenzione sempre più basati su casi reali, non solo su studi controllati.
In altre parole, Holifya non offre un metodo per “dimagrire”, ma un percorso guidato, umano e accessibile per prendersi cura della propria salute. Un percorso in cui non si è lasciati soli davanti a referti, prescrizioni e cambiamenti da gestire.
Negli ultimi due anni, i farmaci agonisti del recettore Glp-1 (come semaglutide e tirzepatide) sono finiti al centro del dibattito pubblico: efficaci nella gestione del diabete di tipo 2 e dell’obesità, sono però molto costosi e spesso sono usati senza prescrizione medica appropriata. In un percorso come quello di Holifya tornano alla loro funzione originaria, ossia strumenti terapeutici da prescrivere solo se clinicamente indicati e sotto stretta supervisione. L’obiettivo è evitare l’inappropriatezza prescrittiva che, oltre a essere rischiosa per la salute, genera sprechi e tensioni sul sistema.
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C’è un altro aspetto che rende l’approccio di Holifya interessante: la sostenibilità. La salute metabolica ha ricadute economiche, sociali e persino ambientali. Come evidenzia il rapporto della EAT-Lancet Commission, pubblicato su The Lancet, le scelte alimentari hanno un impatto diretto non solo sulla salute, ma anche sull’ambiente. Le diete ricche di alimenti vegetali – come legumi, cereali integrali, frutta e verdura – sono associate a un minor rischio di malattie metaboliche e, allo stesso tempo, a un’impronta ambientale più bassa rispetto ai modelli alimentari basati su elevati consumi di carne rossa, zuccheri aggiunti e prodotti ultra-processati.
Modelli come Holifya potrebbero rappresentare anche una leva importante per un sistema sanitario più sostenibile: riducendo gli accessi inutili al pronto soccorso, le complicanze tardive e gli sprechi di risorse, si potrebbe alleggerire un peso economico che oggi grava sulle spalle di tutti. E poi c’è la dimensione sociale: milioni di persone oggi faticano a trovare percorsi di cura davvero compatibili con la loro vita quotidiana, soprattutto quando la gestione della malattia diventa continua e richiede organizzazione, tempo e competenze.
Rendere più strutturata la cura è estremamente importante, ma non basta. La vera prevenzione passa anche dalla consapevolezza: sapere che mangiare principalmente cibi ultraprocessati ha conseguenze, che la sedentarietà pesa quanto il fumo, che alcuni segnali – come la glicemia alta o la pressione sopra soglia – vanno presi sul serio prima che diventino cronici.
Modelli come Holifya non si limitano alle prescrizioni: è un accompagnamento concreto su alimentazione, attività fisica, gestione dello stress con un team che resta accanto al paziente. La tecnologia, in questo senso, rende la medicina più vicina, comprensibile e presente nella vita quotidiana delle persone.
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