Il conflitto nel Golfo minaccia una delle infrastrutture energetiche più importanti, con effetti su mercati, commercio e sicurezza energetica globale. Qual è la storia, chi sono gli attori e le possibili conseguenze.
La deflagrazione è avvenuta nel pieno centro di Istanbul. Uccisi almeno sette agenti della polizia e quattro civili. Decine i feriti.
Undici morti e trentasei feriti. È questo il bilancio provvisorio dell’esplosione avvenuta questa mattina in pieno centro a Istanbul, in Turchia. A confermare le cifre è stato il governatore Vasip Sahin. La deflagrazione è avvenuta nel quartiere Vezneciler, a poca distanza da una fermata di autobus.
In questo momento, secondo quanto riferito dalla stampa internazionale, sul posto sono presenti numerose ambulanze, nonché automezzi dei pompieri e veicoli della polizia. Secondo le prime informazioni fornite da Sahin, a perdere la vita sono stati quattro civili e sette agenti delle forze dell’ordine: proprio questi ultimi sarebbero stati gli obiettivi del nuovo attentato.
Assieme alle vittime, si contano anche almeno tre feriti che versano in condizioni critiche. La bomba pare sia stata azionata a distanza, proprio al fine di esplodere al passaggio della camionetta della polizia, ha precisato la televisione turca.
Blast in central Istanbul at bus stop, injuries reported – Turkish media https://t.co/CvNjbJHlQY
— BBC Breaking News (@BBCBreaking) 7 giugno 2016
Quello di oggi è il quinto attentato che ha colpito dall’inizio dell’anno le città di Istanbul e Ankara. In due casi a colpire sono stati dei kamikaze, in attacchi che sono stati rivendicati dai militanti dello Stato Islamico. Altri due episodi, registrati nella capitale, sono stati invece attribuiti all’ala estremista dei curdi: anche in questi casi sono state decine le vittime. Il 12 maggio scorso, inoltre, otto persone sono state ferite a causa di un’esplosione nei pressi di una caserma militare sulla riva asiatica di Istanbul.
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