Bonduelle Italia apre le porte allo sviluppo sostenibile

Strutture all’avanguardia, processi certificati e sostenibilità ambientale. Ecco come viene messo in atto lo sviluppo sostenibile Bonduelle.

Efficienza produttiva, riduzione del consumo di energia e di acqua, promozione di energie rinnovabili, condivisone delle best practice tra i Paesi, trattamento dei fluidi di scarico e dei rifiuti, misurazione dell’impatto delle attività e dei prodotti. Questi alcuni dei principali asset del Gruppo Bonduelle nella direzione di uno sviluppo sostenibile sempre più green. Abbiamo avuto modo di approfondirli in occasione del lancio del progetto Filiera Garantita, con cui l’azienda desidera rassicurare i consumatori sulla sicurezza dei suoi prodotti. Per farlo al meglio Bonduelle Italia ci ha aperto le porte di una delle sue aziende agricole e della sua sede italiana principale: lo stabilimento di San Paolo D’Argon (BG).

Le serre a multicampata
Le serre a multicampata introdotte nel 2011 dall’azienda agricola La Vallere nella bergamasca

Coltivazioni e strutture orientate al risparmio energetico

Il nostro tour è partito dai campi de La Vallere, azienda agricola di punta di Bonduelle Italia, situata nella bergamasca, nelle vicinanze della sede di San Paolo D’Argon, che è anche il più importante sito di produzione di IV gamma (gli ortofrutticoli freschi confezionati e pronti per il consumo) a livello europeo .

La Vallere rappresenta un interessante esempio di struttura all’avanguardia, sia da un punto di vista ambientale, che produttivo, per quanto riguarda i metodi di coltivazione, di produzione e risparmio energetico. Le pratiche attraverso le quali questo impegno di sviluppo sostenibile si concretizza sono il conseguimento di certificazioni internazionali e l’impiego di macchinari e impianti a basso impatto di ultima generazione. Una direzione, questa, verso la quale Bonduelle e l’Op Oasi (di cui l’azienda fa parte) stanno incoraggiando – e aiutando – ad andare tutte le loro aziende agricole.

A La Vallere i proprietari Marco e Nicola Salera ci hanno mostrato tutti i passaggi delle coltivazioni di insalate e baby leaf (le insalatine a foglia piccola), prodotte sotto tunnel e  – da cinque anni – anche nella innovativa serra a multi campata. “L’azienda è stata fondata dai nostri nonni negli anni ’50”, ci hanno raccontato i due fratelli, “mentre la parte orticola è stata integrata da noi nel 2003. Sono circa 100 ettari di terreno coltivato, di cui 16 di serra, in cui coltiviamo gli sfalciati, come il lattughino, la rucola e il songino”.

Ad accompagnarci nelle serre c’erano anche Raffaele Rocchetti, responsabile servizio agronomico di Op Oasi, Marco Omodei, tecnico agronomo della Op e Stefania Grazianetti, direttore qualità di Bonduelle Italia.

Il rispetto per l’ambiente

Un punto importante nel piano di sviluppo sostenibile Bonduelle è il conseguimento delle specifiche certificazioni. “Tutte le nostre aziende sono certificate Global Gap, che è uno standard internazionale relativo al rispetto delle norme di produzione”, ha precisato Rocchetti, “Entro due anni avremo anche la certificazione Leaf (linking environment and farming), che delinea un metodo per fare agricoltura nel rispetto dell’ambiente”.

Rispetto che è garantito anche dalla scelta di lavorare con macchinari innovativi (ottenuti tramite la Op grazie a sovvenzioni europee), come precisato da Nicola Salera: “Usiamo macchine elettriche e trattori Euro 4 antiparticolato, per ridurre al minimo le immissioni in serra e proteggere le colture dai fumi di scarico. Questa è l’ultima generazione di trattori che, tramite un motore automatico, accumulano tutti i fumi per poi scaricarli all’esterno della serra”.

Un altro aspetto curato dalla Op è legato alle scelte varietali, come spiegato da Rocchetti: “Tutti gli anni facciamo dei test per selezionare le varietà più idonee per le nostre produzioni, escludendo tutto quello che è ogm”.

Quest’azienda agricola è inoltre la prima ad avere una centrale a combustione che brucia cippati, per produrre energia con i certificati bianchi. Il sistema a cogenerazione permette di non disperdere il calore, che, durante l’inverno, verrà così impiegato per scaldare le serre attraverso 50 km di tubi d’acqua calda a 90 gradi. Un processo green che velocizza anche il ciclo di produzione e che si inserisce in un piano di recupero boschivo.

Produzione integrata e metodi naturali

Principio fondamentale enunciato da Bonduelle è il rispetto per il terreno, considerato dall’azienda: “risorsa cardine da preservare promuovendo pratiche di coltivazione innovative”.

In quest’ottica si inseriscono anche i metodi naturali usati per garantire la salubrità del terreno, come spiegato da Rocchetti: “Nel periodo estivo molte delle nostre aziende applicano il processo di solarizzazione. Ciò significa che il terreno viene irrigato fino alla saturazione, coperto con un film plastico, con conseguente evaporazione dell’acqua e determinando così un vuoto biologico naturale che abbatte le problematiche legate a patogeni fungini ed evitando l’uso di diserbanti.”

Oltre a ciò vengono applicati metodi di produzione integrata, che unisce cioè metodi tradizionali a metodi agronomici e biologici, nel totale rispetto di precise norme, contenute nei disciplinari stabiliti dalle singole regioni e validati da un comitato nazionale.

Nello specifico a La Vallere vengono usati la Propoli e l’Equisetum arvense, tutti prodotti naturali che funzionano da battericidi e fungicidi, come spiegato da Nicola Salera: “Nelle serre ci sono dei sensori che vanno a pannelli solari e registrano umidità e temperature. In base a questi dati io posso prevedere i rischi di malattie fungine o altro e intervenire in anticipo”.

La sede di San Paolo D'Argon (BG) di Bonduelle
La sede di San Paolo D’Argon (BG) di Bonduelle

Sviluppo sostenibile Bonduelle: certificazioni e piani di ottimizzazione

Nel reparto qualità di Bonduelle Italia il direttore qualità Stefania Grazianetti ci ha condotto a visitare i laboratori di analisi e illustrato le attività svolte dal team per garantire la massima qualità e sicurezza alimentare dei prodotti. “Qui ci occupiamo di certificazioni. Dal 2009 siamo certificati Ifs (International Featured Standards, che riguarda gli standard di sicurezza alimentare nelle strutture. Serve a tenere sotto controllo tutti i rischi alimentari, chimici e biologici. A giugno invece abbiamo preso la Iso 50001, certificazione energetica che tiene conto di tutte le attività che consumano energie e ti consente di fare un piano di ottimizzazione, per ridurre il consumo e che ci ha già portato delle idee, ancora al vaglio”.

Un passaggio importante del processo di preparazione delle insalate di quarta gamma prodotte a San Paolo D’Argon è quello del lavaggio, che qui avviene con acqua gelida potabile, all’interno di un’area dedicata dello stabilimento. La strategia messa qui in atto per usare nel modo più performante possibile la fonte idrica è quella di attivare un sistema di riciclo, come spiegatoci dal direttore di stabilimento Antonio Salvatore: “L’acqua della terza vasca, che è quella di risciacquo, viene riciclata nella seconda, che a sua volta ricicla nella prima. Un meccanismo in controcorrente rispetto al movimento del prodotto, così da cambiare con più insistenza l’acqua di prelavaggio della prima vasca, che è quella che si sporca di più.” Tutta l’acqua scartata va ad alimentare corsi d’acqua superficiali: “Passando per un depuratore”, ha proseguito il direttore, “l’acqua arriva ad una roggia e ad un laghetto di fitodepurazione”.

Per la successiva fase di asciugatura la scelta è stata quella di evitare l’uso di aria calda, ma di utilizzare solo le centrifughe, come precisato dal dott. Salvatore: “Tutta l’area di lavorazione è mantenuta a una temperatura di 3-4 gradi e inserire qui dei tunnel di aria calda sarebbe stato come mettere una stufetta in un frigorifero…”.

A conclusione del nostro tour abbiamo potuto incontrare anche Gianfranco D’Amico, Ad di Bonduelle Italia, che ha ribadito lo sforzo dell’azienda di andare nella direzione di un continuo miglioramento della qualità e della sostenibilità dei processi produttivi: “Il nostro investimento annuale è di 2 milioni di euro per ammodernamenti e automazioni nei due stabilimenti italiani di Bonduelle (il secondo è a Battipaglia ndr) e la nostra strategia è che dietro al prodotto ci sia la migliore qualità possibile”.

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