Una ferrovia dismessa scavata nella scogliera a filo di costa e una pista ciclopedonale che collega tre paesi che l’orografia complessa della Liguria terrebbe lontani. In una bella giornata autunnale la si percorre anche con i bambini.
Steli, corolle, petali, foglie e tralci di fiori non sono solo i ricorrenti motivi ornamentali di tessuti e creazioni sartoriali ma costituiscono da sempre la vera e propria anima, ovvero la principale fonte di ispirazione, di tutta la fiorente industria serica e tessile che dal Settecento ai giorni nostri continua a prosperare sulle rive del lago di Como.
Steli, corolle, petali, foglie e tralci di fiori non sono solo i ricorrenti motivi ornamentali di tessuti e creazioni sartoriali ma costituiscono da sempre la vera e propria anima, ovvero la principale fonte di ispirazione, di tutta la fiorente industria serica e tessile che dal Settecento ai giorni nostri continua a prosperare sulle rive del lago di Como.
Per ammirare ed analizzare approfonditamente i mille risvolti figurativi, storico-artistici e socio-economici di un simile patrimonio manifatturiero al quale hanno attinto tutti i principali esponenti della haute couture mondiale, la Fondazione Ratti allestisce, dall’11 luglio all’11 ottobre, nelle due sedi di Villa Sucota di Como e Villa Bernasconi di Cernobbio, la suggestiva mostra “Giardini di Seta. Tessuti, abiti e botanica del territorio lariano”.
Sete barocche, abiti da ballo tratti da archivi settecenteschi ed ottocenteschi, taffetà e sontuose stoffe da arredamento ma anche i più recenti capolavori dell’alta moda italiana e parigina, da Biki,Valentino, Ferrè e Capucci fino a Dior e Saint-Laurent per poi giungere al prêt-à-porter internazionale di Ken Scott e Leonard.
Le due curatrici Margherita Rosina e Francina Chiara hanno articolato il percorso espositivo in differenti “stanze” tematiche, concentrando nella prima parte l’intreccio di elementi floreali ed architettonici tipico delle sete barocche lionesi e nella seconda tutta l’ampia rassegna dedicata all’industria tessile del Novecento, periodo d’oro per le seterie comasche e per il loro sodalizio con i grandi couturier. E poiché il territorio lariano rappresenta non solo il luogo geografico delle aziende produttrici ma anche la materia prima delle suggestioni paesaggistiche e naturalistiche rielaborate nelle varie creazioni tessili, ai visitatori della mostra è offerta anche l’occasione di percorrere a piedi, in riva al lago, il panoramico e affascinante tragitto che congiunge le due ville.
Viene inoltre proposta per la prima volta al pubblico un’antologia di circa 3000 tavole dell’erbario Fabani, corposa collezione di erbe e piante locali raccolte e classificate, tra Ottocento e Novecento, da Giuseppe Fabani, medico condotto di Cernobbio. Per tutta la durata dell’esposizione è stato anche predisposto un articolato calendario di eventi collaterali.
L’iniziativa costituisce dunque un omaggio all’ingegno e alla biodiversità locale ma anche una preziosa opportunità per studiosi e addetti ai lavori, a vantaggio dei quali la Fondazione Ratti, nel 1995, ha già promosso, nella prestigiosa sede del Metropolitan di New York, la creazione dell’Antonio Ratti Textile Center, uno spazio di 2300 mq che accoglie e classifica tutte le collezioni tessili del museo americano.
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