Brasile, l’indagine sull’omicidio di Dom Phillips e Bruno Pereira è un fallimento

A sostenerlo sono otto organizzazioni in difesa dei diritti umani. Il presidente Bolsonaro è accusato di non difendere le popolazioni indigene in Brasile.

  • Otto organizzazioni internazionali denunciano l’amministrazione Bolsonaro per non essere andato a fondo nelle indagini relative alla morte di Dom Phillips e Bruno Pereira.
  • Il giornalista britannico e l’avvocato brasiliano sono morti dopo essere scomparsi il 5 giugno. Per il loro omicidio sono stati accusati tre pescatori.
  • Per le popolazioni indigene, gli assassini hanno avuto il sostegno della criminalità organizzata attiva in Amazzonia.

Sono passati quasi due mesi dalla morte di Dom Phillips e Bruno Pereira, rispettivamente giornalista e avvocato, uccisi in Brasile per aver condotto delle ricerche sui traffici illeciti in Amazzonia. Otto organizzazioni per i diritti umani criticano il presidente Jair Bolsonaro per essere per non essere andato a fondo nelle indagini relative alla morte dei due attivisti.

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Il funerale di Bruno Pereira © Anderson Stevens/Getty Images

Bolsonaro non fa abbastanza per impedire che tragedie del genere si ripetano

I due uomini sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco, ma le organizzazioni hanno affermato che dal momento della loro scomparsa, avvenuta il 5 giugno, alla scoperta dei loro corpi, fino all’incriminazione dei tre uomini ritenuti responsabili dell’omicidio, le autorità brasiliane “non hanno impiegato risorse sufficienti per comprendere appieno tutti gli elementi del caso”.

“Il governo di Bolsonaro – si legge nella lettera che le organizzazioni hanno inviato alla Commissione interamericana per i diritti umani – non è riuscito ad attuare misure per impedire che tragedie come quelle accadute a Dom e Bruno accadano ad altre persone attive nell’area”.

I firmatari includono Article 19, Reporter senza frontiere e l’Associazione brasiliana di giornalismo investigativo, e arriva dopo che l’amministrazione Bolsonaro ha affermato di aver ottemperato a tutte le richieste della commissione. Le promesse di rafforzare la sicurezza in Amazzonia “non sono state tradotte in azioni concrete”.

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Il funerale di Bruno Pereira © Anderson Stevens/Getty Images

Come sono stati uccisi Phillips e Pereira

Phillips e Pereira sono scomparsi il 5 giugno al termine di un viaggio nella valle di Javari, una regione densamente boscosa al confine occidentale del Brasile con il Perù. Secondo le indagini, la coppia è stata uccisa a colpi di arma da fuoco sulla sponda del fiume Itaguaí da uomini che hanno teso un’imboscata alla loro barca mentre si dirigeva verso la loro destinazione finale di Atalaia do Norte.

I presunti assassini si erano scontrati con Pereira in precedenti occasioni. Ex funzionario dell’agenzia brasiliana per gli affari indigeni (Funai), Pereira aveva denunciato attività di pesca illegale nelle aree all’interno e intorno alle riserve tribali.

La polizia crede che Pereira fosse l’obiettivo e che Phillips sia stato ucciso dopo aver scattato delle fotografie. Pereira portava un’arma con sé e ci sarebbe stata una sparatoria in cui l’attivista è stato colpito tre volte e Phillips una volta. Tre pescatori, che dopo aver ucciso i due attivisti avrebbero seppellito i loro corpi nella giungla, sono stati ufficialmente accusati il 22 luglio.

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Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro © Buda Mendes/Getty Images

Il sostegno della criminalità organizzata in Brasile

Tuttavia, i gruppi indigeni locali affermano che gli uomini non hanno agito da soli ma avrebbero ottenuto il sostegno dei gruppi della criminalità organizzata. L’area della valle di Javari è nota per la pesca illegale, l’allevamento e il disboscamento, e bande di narcotrafficanti sono attive sul confine tra Brasile, Perù e Colombia.

All’inizio di quest’anno, le organizzazioni indigene hanno presentato alla polizia un dossier in cui si descriveva in dettaglio l’esistenza di mafie nell’area. I funzionari hanno minimizzato le accuse rivolte alla criminalità organizzata che così, secondo le popolazioni indigene, ha potuto operare indisturbati.

La lettera dei gruppi per i diritti umani ha criticato l’amministrazione Bolsonaro per non aver indagato più a fondo su quei collegamenti. Si tratta dell’ennesima accusa rivolta al presidente di estrema destra e al suo progetto di sterminare le popolazioni indigene dell’Amazzonia.

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