Un caffè davvero buono… Anche per chi lo produce

Ogni anno si consumano 500 miliardi di tazze di caffè. L’impronta idrica di questa coltivazione mette in difficoltà i Paesi produttori. Il Milan Coffee Festival sosterrà Project Waterfall nel portare acqua potabile in Etiopia.

Per Giuseppe Verdi, era il balsamo del cuore e dello spirito. Per Bach era più dolce di mille baci e del vino moscato. Stiamo parlando del caffè, la nera bevanda che, per la maggior parte degli italiani, è il vero motore che fa iniziare la giornata. Ma questa passione ha ormai contagiato tutto il mondo, tanto che persino il Regno Unito, baluardo apparentemente inespugnabile del tè, è ora un Paese di ‘coffee lover’. E proprio da Londra arriva il format del Coffee Festival, che Milano ospiterà dal 30 novembre al 2 dicembre allo Spazio Pelota di via Palermo. LifeGate Energy sarà partner dell’iniziativa, che mira a diffondere la cultura del caffè mostrando le ultime evoluzioni delle caffetterie più cool, dove ormai bere un espresso è assimilabile a una sessione di wine tasting.

Un progetto di Project Waterfall in una scuola elementare ugandese
Dei ragazzi di 12 e 13 anni durante una lezione alla Rwentuuha Primary School, a Bugaaki, nel distretto di Kyenjojo District, regione di Rwenzori, in Uganda

L’impronta idrica è di 140 litri d’acqua a tazzina

Al di là della passione per la caffeina, qual è l’impatto ambientale di una tazzina? Purtroppo non è trascurabile, anche se resta ovviamente inferiore rispetto a usare un’auto o riscaldare la casa. Ma va considerato che – soprattutto in Italia – parliamo di un’azione ripetuta più volte al giorno tutti i giorni da una fetta molto consistente della popolazione. Ogni anno si consumano 500 miliardi di tazze di caffè in tutto il mondo. Secondo l’autorevole The Guardian, si parla di 21 g di CO2 per un caffè nero, che diventano 53 grammi per un macchiato (o addirittura 71 se si scalda più acqua del necessario). Ma il conto più salato lo presenta l’impronta idrica: si parla di ben 140 litri d’acqua a tazzina, considerando naturalmente l’acqua necessaria a tutte le fasi della filiera di produzione, secondo un rapporto di Friends of the Earth. E proprio quest’ultimo aspetto – l’acqua – è sotto i riflettori della prima edizione di Milan Coffee Festival. L’ente organizzatore Allegra Events, infatti, devolverà il 10 per cento dei proventi della manifestazione a Project Waterfall, una ong che si occupa (da sette anni) di portare acqua potabile, servizi sanitari ed educazione di base alle comunità di produttori di caffè. Occorre sapere che le nazioni produttrici di caffè si trovano in gran parte in Paesi in via di sviluppo dove questa coltivazione – che assorbe più acqua di tè, zucchero o grano – crea una costante emergenza idrica. “Negli ultimi sette anni, abbiamo portato acqua potabile a 37mila persone in sette Paesi – spiega Rebecca Hodgson, programme manager di Project Waterfall -. È difficile nominare un programma emblematico, perché ogni progetto ha la sua specificità. Quello più consistente per dimensioni riguarda il distretto di Mbulu, in Tanzania, dove abbiamo lavorato con WaterAid per creare una fonte sostenibile di acqua potabile per 10.000 persone”.

Le attività di Project Waterfall in Uganda
Un altro ragazzo che ha beneficiato dell’intervento di project Waterfall in Uganda

 

Milan Coffee Festival sosterrà il distretto di Jabi Tehnan in Ethiopia

Il prossimo progetto, che sarà finanziato proprio grazie al Milan Coffee Festival, impegnerà l’ong per i prossimi quattro anni nel distretto di Jabi Tehnan in Ethiopia. Anche qui, Project Waterfall lavorerà con Water Aid per portare acqua pulita a 10.000 persone. WaterAid non è il solo partner locale di Project Waterfall, che lavora anche con Water for People, charity: water, Splash e The Costa Foundation. L’associazione garantisce che il 100 per cento delle donazioni pubbliche sono conferite ai partner per il lavoro sul campo. Per il resto, è sostenuta da aziende produttrici di caffè, attraverso partnership o sponsorship, che sostengono anche i costi di struttura.

Project Waterfall ha fornito strutture per l'educazione di base anche a Bugaaki, nel distretto di Kyenjojo, nella Regione del Rwenzori in Uganda
Project Waterfall ha fornito strutture per l’educazione di base anche a Bugaaki, nel distretto di Kyenjojo, nella Regione del Rwenzori in Uganda

La proposta di LifeGate Energy per un caffè più sostenibile

“In generale, i consumatori sono più inclini a comprare da un fornitore che produce il caffè in modo etico – assicura Hodgson -. A livello globale, vediamo un prevalere di aziende che gestiscono direttamente la catena di fornitura, invece di affidarsi agli schemi di accreditamento tradizionali. Penso che i consumatori siano sempre più attenti alla sostenibilità del caffè e vogliano trasparenza”.

Per questo, LifeGate Energy sarà presente al Milan Coffee Festival con la sua proposta di energia pulita per le attività commerciali, che possono beneficiare anche del kit di comunicazione per spiegare al meglio ai propri clienti le ragioni della propria scelta sostenibile.

Articoli correlati