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I cavalli selvaggi dell’Aveto sono ora una popolazione protetta. Un primo passo importante per preservare il nostro ecosistema troppe volte a rischio.
I cavalli selvaggi dell’Aveto sono da anni ormai una splendida realtà della Liguria. Il territorio protetto dove vivono questi equini – poco più di tremila ettari – interessa tre distinte vallate: la val d’Aveto, la val Graveglia e la valle Sturla. Il parco comprende un territorio prevalentemente in crinale, lungo lo spartiacque ligure/tirrenico che si estende fra i comuni di Santo Stefano d’Aveto, Rezzoaglio, Borzonasca, Mezzanego e Ne, nell’entroterra chiavarese. I territori interessati dalla presenza dei branchi di cavalli sono proprio la valle Sturla e l’alta val Graveglia.
I cavalli dell’Aveto discendono dagli equini domestici che hanno lavorato nelle vallate per molti anni. Da quando il loro ultimo proprietario è morto – circa 20/25 anni fa – questi cavalli sono rimasti allo stato brado, adattandosi perfettamente al territorio che li ospitava e riproducendosi liberamente senza alcun contatto con l’uomo. L’etologia e l’ecologia di questi branchi sono paragonabili a quelli dei cavalli selvaggi americani o della Mongolia e rappresentano in Italia un’unicità e una risorsa naturalistica preziosa sia per lo studio in natura sia per il rapporto con l’ambiente e la conservazione dell’habitat.
Dopo l’infaticabile opera di ecologisti e appassionati – prime fra tutti le dottoresse Paola Marinari ed Evelina Isola – per preservare la popolazione equina del Parco dell’Aveto, arriva una buona notizia per il futuro di questi splendidi animali allo stato brado. I cavalli selvaggi dell’Aveto sono stati, infatti, riconosciuti come popolazione rewild protetta. Il consiglio regionale della Liguria ha approvato un ordine del giorno presentato dalla consigliera Lilli Lauro volto proprio al riconoscimento di questi equini come popolazione rewild protetta. Un provvedimento atteso da anni da chi si occupa della tutela e valorizzazione dei cavalli dell’Aveto. In questo modo gli esemplari dei branchi allo stato brado saranno protetti e monitorati costantemente, evitando la dispersione di un prezioso patrimonio naturale che costituisce un vanto e un emblema del nostro ecosistema.
“I cavalli dell’Aveto sono custodi dell’ambiente e della biodiversità, e preservano con la loro presenza dal rimboschimento e dagli incendi. Meritano attenzione. Ho voluto ottenere per loro il riconoscimento e la tutela, e quindi anche gli strumenti per ridurne le conflittualità con le popolazioni rurali”, ha spiegato Lilli Lauro. E la vittoria va a coronare anni di operazioni di tutela, spesso faticose e poco considerate, che sono riuscite però a portare avanti questi cavalli e il loro ambiente naturale.
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