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Il simbolo della marca di cereali canadese è stato rimosso dalla scatola per evidenziare l’importanza di proteggere questi insetti dall’estinzione.
L’ape non c’è più, al suo posto sulla scatola di cereali è rimasta solo una sagoma bianca, che lascia un vuoto impossibile da colmare. È l’efficace campagna lanciata da Cheerios, azienda canadese specializzata nella produzione di cereali croccanti al miele, per lanciare l’allarme sulla massiccia scomparsa delle api.
Questi insetti, formidabili impollinatori, svolgono un servizio ecosistemico essenziale aiutando i fiori a espandere il proprio areale e a riprodursi, contribuendo in maniera decisiva alla sicurezza alimentare globale. Da uno studio finanziato dall’Unione europea è emerso che il valore economico annuale dell’impollinazione equivale a 153 miliardi di euro per le principali colture di cui si nutre l’uomo.
È però in corso una diminuzione delle api che riguarda tutto il pianeta, le minacce principali che gli animali impollinatori devono affrontare sono perdita di habitat e gli effetti negativi dei pesticidi.
Cheerios ha dunque lanciato la campagna #BringBackTheBees per sensibilizzare i propri clienti e rimosso la sua mascotte, l’ape Buzz, dalle scatole di cereali. “Buzz è assente perché qualcosa di serio sta accadendo nel mondo delle api – si legge sul sito della società. – Con il progressivo deterioramento delle loro colonie, milioni di api stanno scomparendo dappertutto. È ora di fare qualcosa per loro”.
General Mills, multinazionale americana operante nel settore alimentare che distribuisce i cereali Cheerios, ha inoltre iniziato a donare confezioni di semi di fiori servatici da piantare per attirare le api (è possibile richiederli direttamente sul sito).
“Un terzo dei cibi che mangiamo è prodotto grazie al naturale processo di impollinazione delle api – ha spiegato Emma Eriksson, direttore marketing della General Mills. – La nostra è una vera e propria chiamata all’azione per i cittadini canadesi, affinché piantino 35 milioni di semi di fiori selvatici per fronteggiare il problema della riduzione della popolazione delle api”.
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