L’equazione cibo – risorse – energia

Coltivare un kg di cereali richiede un centesimo dell’acqua necessaria per 1 kg di proteine animali. E quanta energia serve a produrre il cibo che mangiamo?

Ogni alimento è energia. Ogni alimento è fatto di energia. Per essere prodotto, trasformato e portato in tavola ci
sono voluti tempo, risorse energetiche e naturali. I cibi più “efficienti”, cioè quelli che costano meno alla terra, sono frutta e vegetali. I più costosi, quelli carnei. Secondo i dati della Global Hunger Alliance (una coalizione internazionale che promuove soluzioni ecologiche ed equo-solidali sul problema della fame nel mondo) vi è una scala di alimenti che risparmiano acqua.

Ecco quanta acqua viene
consumata per produrre:

1 kg. di patate -> 500 litri d’acqua

1 kg. di grano -> 900 litri d’acqua

1 kg. di mais -> 1.400 litri d’acqua

1 kg. di riso -> 1.900 litri d’acqua

1 kg. di fagioli di soja -> 2.000 litri d’acqua

1 kg. di carne di pollo -> 3.500 litri d’acqua

1 kg. di carne bovina -> da 25.000 a 100.000 litri d’acqua

In altre parole, coltivare un kg di cereali richiede un centesimo dell’acqua necessaria per 1 kg di proteine animali.

Un altro esempio. Abbiamo un ettaro di terreno agricolo. Se lo coltiviamo a patate possiamo produrne in un anno 25mila kg. A fagioli e soia, avremo un raccolto di 1800 kg Se lo destiniamo a foraggio da dare agli animali da allevamento, alla fine otterremo solo 60 kg di proteine animali. Quante persone possiamo sfamare? Sempre secondo i dati GHA, vediamo il fabbisogno energetico di quante persone può essere soddisfatto da un ettaro di terra destinato a produrre diversi alimenti.

Quante persone sfama un
ettaro di terra:

patate –> 22 persone

riso -> 19 persone

mais -> 17 persone

grano -> 15 persone

latte -> 2 persone

pollo -> 2 persona

uova -> 1 persona

carne -> 1 persona

 

Non solo: “Per produrre una bistecca che fornisce 500 calorie”,
spiegano Sandro Pignatti e Bruno Trezza, autori di Assalto al
pianeta. Attività produttiva e crollo della biosfera
,
“il manzo deve ricavare 5mila calorie. Il che vuol dire mangiare
una quantità d’erba che ne contenga 50 mila. Solo un
centesimo di quest’energia arriva al nostro organismo: il 99% viene
dissipata” (durante la digestione, per il mantenimento delle
funzioni vitali, espulsa o assorbita da parti che non si mangiano
come ossa o peli). Il bestiame è dunque una fonte di
alimentazione altamente idrovora ed energivora… una massa bovina
che ingurgita tonnellate di acqua ed energia. E lo fa per nutrire
solo il 20% della popolazione globale del pianeta.

Carne. Input e
output

Secondo Frances Moore Lappé, autrice di Diet for a
small planet
, ci vuole un kg di proteine vegetali per ottenere
60 grammi di proteine animali, e le tonnellate di cereali e soia
che nutrono gli animali da carne basterebbero per dare una ciotola
di cibo al giorno a tutti gli esseri umani per un anno. Conclude
Marinella Correggia, della Global Hunger Alliance:”bisogna
promuovere il miglioramento della dieta nelle aree povere, ad
esempio con una miglior combinazione degli alimenti, la produzione
locale di integratori a basso costo e il recupero di cereali e
legumi tradizionali molto più ricchi rispetto alle
produzioni standardizzate, (riso-frumento-mais, rigorosamente
raffinati!), che hanno conquistato il mondo”.

Insomma. “Nel mondo – aveva visto giusto Gandhi – c’è
abbastanza per i bisogni di tutti, non per l’ingordigia di
pochi”.

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