Città del Messico rischia di restare senz’acqua

Un lungo periodo di siccità, una posizione geografica sfavorevole, infrastrutture idriche carenti. Così Città del Messico rischia di trovarsi senz’acqua.

  • Reduce da tre anni di siccità e da una breve stagione delle piogge, Città del Messico è di nuovo nel bel mezzo della stagione secca.
  • Queste condizioni climatiche, unite all’inefficienza del sistema idrico, hanno messo sotto stress l’approvvigionamento d’acqua.
  • C’è il concreto rischio che Città del Messico si trovi costretta a bloccare l’erogazione di acqua agli abitanti.

Un lungo periodo di siccità che non si concluderà prima di diversi mesi, una posizione geografica sfavorevole, infrastrutture idriche carenti. Così Città del Messico, una megalopoli da quasi ventidue milioni di abitanti, rischia di ritrovarsi ben presto senz’acqua. Tra le proteste dei residenti e i tentativi di rassicurazione da parte dell’amministrazione. Una vicenda che ricorda quella vissuta dalla sudafricana Città del Capo che, nel 2018, arrivò a sfiorare il “day zero”, cioè il blocco totale dell’erogazione di acqua alla popolazione. A ricostruire la situazione è un lungo reportage della Cnn.

Le inefficienze di Città del Messico

Prima di Città del Messico c’era Tenochtitlan, la capitale dell’impero azteco fondata nel 1325 su una serie di isolette nel lago di Texcoco, più di 2mila metri sopra il livello del mare. All’inizio del Sedicesimo secolo i conquistadores spagnoli la rasero al suolo, prosciugarono il lago, interrarono i canali e distrussero le foreste, per poi costruire Città del Messico.

Oggi, dunque, una metropoli tra le più grandi del mondo sorge su un territorio argilloso in cui tende a sprofondare per lo sfruttamento troppo rapido delle falde acquifere. Nella stagione delle piogge, l’acqua non riesce a penetrare nel terreno impermeabilizzato da asfalto e cemento e finisce per inondare la città. Nella stagione secca, l’approvvigionamento d’acqua diventa difficoltoso. Se il 60 per cento arriva dalle falde, infatti, la parte restante viene pompata da altre fonti più distanti attraverso un sistema di tubi, canali, dighe e tunnel. Il che comporta due problemi: innanzitutto, nei periodi di siccità come quello attuale, il livello scende e il sistema va sotto stress. Per giunta – e qui sta il secondo problema – il 40 per cento dell’acqua rimasta finisce sprecato per le perdite negli impianti.

La lunga siccità in Messico

I tre anni consecutivi del fenomeno meteorologico noto come La Niña hanno inasprito la siccità in Messico. Il 2023 è subentrato il suo opposto, El Niño, ma la stagione delle piogge è stata comunque troppo breve per poter riempire nuovamente le riserve d’acqua.

Ora, a febbraio il Messico si trova di nuovo nel bel mezzo della stagione secca, con il 60 per cento del territorio che sta vivendo una siccità che va dallo status di “moderata” a quello di “eccezionale”. Città del Messico si trova per quasi il 90 per cento in condizioni di siccità grave. E le temperature continueranno a salire almeno fino ad aprile o maggio.

Su questo quadro si innesta il riscaldamento globale che, a livello planetario, renderà più intense e frequenti le ondate di calore e di siccità e più violente le piogge. Eventi meteo estremi che il Messico sta già sperimentando. Gli studi di attribuzione per esempio hanno già dimostrato che le ondate di caldo estremo che si sono abbattute a luglio 2023 su Stati Uniti e Messico, ma anche su Europa e Cina, sarebbero state “virtualmente impossibili” senza l’aumento della temperatura media globale.

Città del Messico rischia il blocco dell’erogazione di acqua

Da diverse settimane, dunque, gli abitanti di Città del Messico fanno i conti con i razionamenti d’acqua corrente, soprattutto nei quartieri più poveri. Una situazione pesante, che li costringe a raccogliere l’acqua da riutilizzare anche solo per tirare lo sciacquone o lavare i piatti, oppure a uscire di casa per riempire i secchi, visto che dai rubinetti non escono che poche gocce. Alcuni gruppi di manifestanti sono arrivati a forzare i cancelli di un ufficio della Commissione nazionale per l’acqua (Conagua), rompere finestre e strappare tegole dal tetto.

Stando ad alcune indiscrezioni riportate dai media locali, proprio un rappresentante di Conagua avrebbe paventato il rischio dell’interruzione totale della fornitura d’acqua già a fine giugno, a meno che non si verifichino forti piogge nel frattempo. L’ipotesi di un day zero, comprensibilmente, ha destato una certa preoccupazione. Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, per rassicurare la popolazione, ha chiarito che si sta lavorando per affrontare le carenze della rete idrica. Più netto il sindaco di Città del Messico, Martí Batres Guadarrama, che definisce l’ipotesi del day zero come una fake news lanciata ad arte dai suoi oppositori politici. Ma gli esperti interpellati dalla Cnn concordano su un fatto: i problemi sono strutturali e, al di là dell’emergenza, richiedono soluzioni strutturali.

Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

L'autenticità di questa notizia è certificata in blockchain. Scopri di più
Articoli correlati