Citytech 2019, cosa è emerso a Milano durante la settima edizione

Due giorni di incontri (e confronti) sulla mobilità organizzati al Milano Luiss Hub. Cosa ci ha lasciato la settima edizione di Citytech, uno dei maggiori eventi italiani dedicato alle tecnologie legate alla mobilità.

C’eravamo anche noi di LifeGate allo spazio polifunzionale della Luiss Business School, nel cuore dell’Innovation district milanese di Porta Nuova. Per curiosare fra le tante idee e progetti presenti a Citytech 2019, ma anche per (ri)presentare i dati di Milano Sostenibile – 3° Osservatorio sullo stile di vita dei cittadini che, ancora una volta, hanno ribadito come i milanesi siano gli italiani più interessati alla mobilità sostenibile e in genere alle forme più evolute di trasporto, micromobilità inclusa.

Citytech 2019
Citytech 2019, un momento della presentazione dei dati sulla mobilità a Milano tratti dalla terza edizione dell’Osservatorio sullo stile di vita dei cittadini di LifeGate, durante la sessione dal titolo La città a portata di App – Trend e sfide dei servizi di mobilità. ©Citytech

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Milano, dove il cambiamento si sperimenta prima

“Siamo dentro un cambiamento complesso e interessante che ci porta verso una maggiore sostenibilità ma dobbiamo saperlo governare, e questo è il compito di una buona amministrazione, affinché la bilancia presenti un conto positivo per la qualità della vita dei cittadini”. Ad aprire i lavori Marco Granelli, Assessore alla mobilità e lavori pubblici di Milano, che ha raccontato come Milano accolga favorevolmente i cambiamenti: “Abbiamo sperimentato questo cambiamento a partire dagli ultimi anni orientandoci sempre di più verso la mobilità sostenibile, a partire dagli investimenti sul trasporto pubblico e da reti di connessione costituite per esempio dalla sharing mobility, auto, scooter, biciclette e micromobilità”.

Citytech, le città del futuro saranno “human centered”

Insomma, Citytech è stata l’occasione per ribadire gli impegni di Milano: dal piano di riconversione completamente elettrica della flotta Atm entro il 2030 alla dotazione di un’infrastruttura di ricarica elettrica in città, fino al recupero degli spazi pubblici. Ma Citytech è stata l’occasione per confrontarsi anche sui grandi temi che stanno cambiando il volto delle città e della mobilità. A cominciare dalla città 5.0, immaginando una “Super smart society che si basa sulla soddisfazione di reali bisogni, ovvero una società tecnologicamente avanzata – Augmented human society – in cui il progresso è progettato in chiave human centered, ovvero pensato per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dell’uomo” ha spiegato Emilia Garito, ceo di Quantum Leap IP.

La Super smart society è stato uno dei temi centrali dell’edizione 2019 di Citytech. Il dibattuto si è concentrato in particolare su come l’utilizzo consapevole delle tecnologie può dar vita alla città 5.0, dove le persone saranno sempre più al centro. ©Bosch

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La Urban air mobility, cos’è e perché ci cambierà la vita

Altro tema caldo a Citytech 2019 la Urban air mobility, considerata da molti come la prossima frontiera dell’innovazione nel settore dei trasporti. Interessante lo studio condotto da Nexa, società americana di strategic advisory investiment, che ha preso in esame 74 città nel mondo, tra le più idonee a ospitare nuovi servizi di mobilità aerea. Tra queste anche Milano, al 27esimo posto fra le città analizzate con più potenziale, unica candidata italiana ad attrarre l’innovazione tecnologica della mobilità urbana aerea. Sul tema della mobilità urbana aerea sono impegnate molte realtà internazionali: Airbus, Dufour Aerospace, Skyports, Vertical aerospace, ma anche l’industria italiana con Telespazio. “Prima che le città e i paesi si impegnino a fornire lo spazio fisico e aereo per i vertiporti (piattaforme simili agli eliporti, ma di dimensioni più contenute, ndr) e un quadro normativo per i voli eVtol, devono comprendere quali sono i vantaggi sociali ed economici che derivano dall’uso di questa tecnologia, come la riduzione di traffico e di emissioni, l’arrivo di nuove industrie, la crescita di lavoro e gettito fiscale”, è quando ha chiarito Michael J. Dyment, founder e managing partner di Nexa.

Urban air mobility
Novità assoluta di questa edizione di Citytech, un’intera sessione dedicata alla Urban air mobility, una delle forme di mobilità più dibattute per il nostro futuro. ©VerticalAerospace

Citytech, la rivoluzione elettrica richiede collaborazione

Ma Citytech 2019 è stato anche il contesto giusto per approfondire altre tematiche. Dalle tecnologie digitali che stanno radicalmente trasformando il nostro modo di muoversi in città e di fruire dei servizi di mobilità grazie a realtà che forniscono servizi sempre più innovativi in termini di noleggio, sharing e connettività, fino alla progressiva conversione verso l’elettrico, possibile solo – come emerso a Citytech – se ci sarà una forte collaborazione tra pubblico e privato e tra tutti gli attori coinvolti: società di trasporto , provider energetici e di sistemi di ricarica, fornitori di prodotti e tecnologie, costruttori automotive e attori della logistica sostenibile, tassello spesso poco esplorato della mobilità ma centrale per risolvere il problema delle emissioni.

La conversione verso l’elettrico è in atto: sarà la sfida principale dei prossimi anni e, come emerso a Citytech, sarà possibile solo grazie a una forte collaborazione tra pubblico e privato e tra tutti gli attori coinvolti (infrastrutture e servizi energetici in prima fila). Fra gli interventi della sessione, ATM, Be Charge, Bosch ed FCA, oltre a molti attori della logistica. © Citytech

La grande sfida della micromobilità

E’ uno dei grandi temi del momento, almeno nelle grandi città d’Europa (Milano inclusa). Citytech alla micromobilità ha dedicato un importante confronto fra esperienze europee (nota quella non sempre facile di Parigi, interessante quella di Hive, il servizio di monopattini in sharing attivo in diverse città europee, fra cui Barcellona) e le città italiane. Protagoniste le città che hanno già avviato o avvieranno sperimentazioni legate alla micromobilità, certamente un tassello importante e virtuoso nella mobilità urbana, ma con ancora alcuni aspetti da ottimizzare (sicurezza e modalità di utilizzo fra tutti).

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Pagamenti digitali, blockchain, analisi dei dati, calcoli predittivi sono le nuove parole chiave nel processo di trasformazione digitale della mobilità, specie quella in sharing.©ShareNow

Mobilità digitale fra big data, pagamenti digitali e blockchain

Altro tema ancora poco noto al grande pubblico ma ampiamente indagato dalle molteplici realtà che stanno lavorando al futuro della mobilità, pagamenti digitali, utilizzo della tecnologia blockchain, l’analisi dei dati e i calcoli predittivi sono stati al centro della due giorni milanese. Citytech ha infatti voluto dedicare un focus alla trasformazione digitale della mobilità, una trasformazione in atto da tempo, spesso invisibile, a cui bisognerà però fare l’abitudine. Le parole più pronunciate a Citytech? Intelligenza artificiale, cloud, big data, IoT, realtà aumentata e machine learning. Termini da tenere a mente, perché saranno quelli che trasformeranno radicalmente – speriamo a vantaggio soprattutto degli utenti – il mondo della mobilità.

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