Clima, 48 Stati scelgono un futuro 100% rinnovabile

Le nazioni più vulnerabili ai cambiamenti climatici si sono dette pronte alla transizione energetica. Obiettivo? 100 per cento di rinnovabili entro il 2050.

È vero che spesso le più grandi rivoluzioni partono dal basso. Ed è quello che presto avverrà nel settore energetico, grazie alla svolta che si è avuta in coda alla Cop22 a Marrakech. La transizione energetica verso un futuro 100 per cento ad energia rinnovabile, partirà proprio dai Paesi più poveri e più vulnerabili ai cambiamenti climatici.

 

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48 Stati si sono impegnati per raggiungere il 100 per cento di rinnovabili entro il 2050, per mantenere l’aumento delle temperature entro 1,5 gradi. Foto via Cmf

L’annuncio viene dal Climate Vulnerable Forum (CVF), nato nel 2009 e che vede al suo interno la partecipazione di Paesi come Etiopia, Bangladesh, Haiti, Maldive e lo stesso Marocco, che ha ospitato l’ultima conferenza sul clima: 48 nazioni si sono impegnate formalmente nel generare il totale dei loro bisogni energetici da fonti rinnovabili, entro la metà di questo secolo.

“L’impegno di oggi da parte dei Paesi membri del Climate Vulnerable Forum di alimentare le loro economie interamente con l’energia rinnovabile è una visione audace che detta il ritmo al resto del mondo per attuare l’accordo di Parigi e per risolvere ancora più rapidamente la crisi climatica”, ha dichiarato Al Gore, vice presidente del Climate Reality Project.

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L’Etiopia è alla presidenza del CVF.

Un futuro 100 per cento rinnovabile

Se da un lato i numeri mostrano che le rinnovabili hanno ormai superato il carbone come fonti energetiche, dall’altro sono i Paesi più poveri ad aver bisogno dei maggiori investimenti e di una decisa spinta in questa direzione. E ormai tutti gli scenari, finanziari ed economici, dimostrano le potenzialità di una transizione energetica mossa al 100 per cento da fonti rinnovabili: potrebbe essere possibile salvare 100.000 vite ogni anno in Cina, creare 470.000 green job negli Stati Uniti e far risparmiare all’Ue 30 miliardi di euro in importazioni di energia sporca (dati Climate Action Network).

“Le energie rinnovabili non solo possono mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici, ma aprono la strada a nuovi modelli di sviluppo sostenibile con nuovi investimenti, nuove industrie e nuovi posti di lavoro”, ha detto Salaheddine Mezouar, presidente di Cop22. “Dovremmo tutti cogliere le opportunità offerte dallo sviluppo delle energie rinnovabili”.

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Una rivoluzione dal basso

Un cambiamento voluto e cercato dal basso. Dalle associazioni, dalla società civile, dai rappresentanti politici delle popolazioni che già oggi stanno affrontando i danni causati dai cambiamenti climatici. “È un messaggio molto forte quello che abbiamo inviato oggi”, ha affermato Wael Hmaidan direttore esecutivo del Climate Action Network, una rete di 1.100 organizzazioni non governative che hanno contribuito a facilitare le discussioni. “È chiaro che stiamo andando tutti verso un futuro ad energia rinnovabile, ma dobbiamo chiederci quanto velocemente”.

Sono venti di ottimismo quelli che arrivano grazie a questo annuncio. Perché comunque lo si voglia vedere, il cambiamento è già in atto. E saranno nazioni come le Maldive, la Cambogia, il Senegal, il Nepal a dettarne i tempi.

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