Il referendum sulle trivellazioni non raggiunge il quorum

L’affluenza finale è stata del 32,15 per cento. Il referendum sulle trivellazioni non raggiunge il quorum e il comma sulla durata delle concessioni non viene abrograto.

I risultati finali – Con il referendum sulle trivellazioni di domenica 17 aprile gli italiani sono stati chiamati a esprimere il loro voto in risposta al quesito, “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Con un’affluenza del 31,18 cento e, dunque, il mancato raggiungimento del quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto, i risultati finali del referendum sono: 85,8 per cento di voti a favore, pari a 13.334.764 schede, e 14,2 per cento di voti contro, pari a 2.198.805 schede.

Lunedì 18 aprile, ore 00:20 – L’affluenza finale al referendum sulle trivellazioni di domenica 17 aprile è stata del 31,18 per cento. Questo significa che il quorum, cioè un’affluenza pari al 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto, non è stato raggiunto e il comma di legge relativo alla durata delle concessioni delle piattaforme che estraggono combustibili fossili entro le dodici miglia non verrà abrogato. Queste piattaforme, appartenenti a diverse multinazionali potranno continuare a estrarre gas e petrolio finché ce ne sarà sotto i fondali marini.

 

 

Ore 23:30 – Il primo ministro Matteo Renzi ha tenuto una conferenza stampa presso palazzo Chigi dove dichiarato di non aver votato per non mettere in crisi un settore e salvare posti di lavoro: “I veri vincitori sono i lavoratori delle piattaforme”, ha dichiarato Renzi e ha definito sprecati gli oltre 300 milioni di euro serviti per organizzare la consultazione popolare.

 

 

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha ringraziato gli oltre 14 milioni di italiani che sono andati a votare e che hanno chiesto al governo di “cambiare politica industriale e energetica”.

 

Ore 21:39 – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato al referendum sulle trivellazioni alle 20:38 in un seggio di Palermo.

 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella infila la scheda nell'urna dopo aver votato per il referendum sulle trivelle, Palermo, 17 aprile 2016. Il Capo dello Stato ha votato nel seggio allestito nella scuola statale Piazzi, in via Rutelli, a poca distanza dalla sua abitazione in via Libertà.  ANSA/ MIKE PALAZZOTTO
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella infila la scheda nell’urna dopo aver votato per il referendum sulle trivelle, Palermo, 17 aprile 2016. Il Capo dello Stato ha votato nel seggio allestito nella scuola statale Piazzi, in via Rutelli, a poca distanza dalla sua abitazione in via Libertà.
ANSA/ MIKE PALAZZOTTO

 

Ore 21:32 – Nel pomeriggio, il deputato del Partito democratico Ernesto Carbone pubblica un tweet in cui ironizza sulla possibilità che non venga raggiunto il quorum dopo il dato dell’affluenza delle ore 12:00: “Prima dicevano quorum. Poi il 40. Poi il 35. Adesso, per loro, l’importante è partecipare”.

 

 

Un commento giudicato fuori luogo, non solo dai sostenitori del referendum, perché ridicolizza tutte quelle persone che credono nello strumento del voto per dire la propria, dello strumento principe della democrazia. Uno strumento guadagnato con anni di lotte. Il giornalista Matteo Grandi, ad esempio gli ha risposto così: “C’è chi è morto per il diritto di voto. E ci sono dis-onorevoli che perculano chi lo esercita”. L’hashtag #ciaone è trendy su Twitter da ore.  

 

 

Ore 20:00 – Secondo aggiornamento sull’affluenza. Il ministero dell’Interno ha diffuso i dati definitivi sull’affluenza alle ore 19:00: ha votato il 23,48 per cento degli italiani aventi diritto. La provincia di Matera supera di poco quella di Lecce con il 34,20 contro il 33,79 per cento. La regione più coinvolta si conferma la Basilicata con il 33,26 per cento. Al referendum del 12 e 13 giugno 2011 (quando il quorum era stato raggiungo largamente con il 57 per cento), alle 19:00 era andato a votare oltre il 30 per cento.

 

Ore 17:35 – Politici, personaggi pubblici e rappresentanti delle istituzioni. Un po’ di nomi e volti che hanno votato al referendum sulle trivellazioni del 17 aprile. Si vota fino alle ore 23:00.

Ore 15:27 – La pagina Facebook de Il popolo viola ricorda come il dato di affluenza delle ore 12:00 pari all’8,35 per cento non è negativo. L’ultima volta che a un referendum abrogativo si è votato nel corso di una sola giornata è stata nel 1999. Quella volta il dato finale è stato pari al 49,7 per cento (49,58 per cento senza i dati dei residenti all’estero), quindi il quorum non è stato raggiunto per uno scarto di solo lo 0,4 per cento. Quel 18 aprile 1999 alle ore 12:00 aveva votato “solo” il 6,7 per cento.

Ore 13:27 –  “Il dato sull’affluenza per come si sta delineando in questi minuti, senza che siano ancora arrivati i risultati delle grandi città, dice che il quorum potrebbe essere ancora raggiunto”, ha detto all’agenzia di stampa Ansa il presidente della Puglia, Michele Emiliano a commento dei primi dati sull’affluenza al referendum. “Il risultato è straordinario in termini di affluenza nonostante la giornata bellissima e gli innumerevoli inviti all’astensione”. Emiliano ha affermato che “il mio invito è a tutti quelli che non sono ancora andati a votare a farlo al più presto, perché il quorum è a portata di mano”.

 

Ore 13:25 – Il ministero dell’Interno diffonde i dati ufficiali dell’affluenza alle ore 12:00: ha votato l’8,35 per cento degli italiani aventi diritto. La provincia che ha votato di più è stata Lecce con il 12,22 per cento. La regione migliore, invece, è la Basilicatamolto interessata dal quesito, con l’11,44 per cento. Al referendum del 12 e 13 giugno 2011 (quando il quorum era stato raggiungo largamente con il 57 per cento), era andato a votare l’11,65 per cento.

 

Fino alle 23 di questa sera si vota in tutte regioni d’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, per il referendum sulle trivellazioni che chiede l’abrogazione del comma 17 dell’articolo 6 del decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006 sulle norme in materia ambientale. Il quesito chiede di fermare l’estrazione di gas e petrolio dai giacimenti in attività che si trovano in mare, entro le 12 miglia, anche se questi contengono ancora idrocarburi. Si vota sì per chiedere di fermare le trivellazioni al termine delle concessioni date alle compagnie petrolifere, si vota no per mantenere la legge invariata la legge in vigore. Per far sì che il referendum popolare sia valido deve votare il 50 per cento più uno degli aventi diritto, secondo quanto previsto dalla Costituzione.

 

viminale, interno
Il palazzo del Viminale, sede del ministero dell’Interno

Il quorum

Il totale degli aventi diritto è pari a 50.681.849 ripartito su 8mila comuni e 61.562 sezioni elettorali. In Italia i votanti sono 46.732.590, di cui 22.465.001 uomini e 24.267.589 donne. A questi vanno aggiunti 3.898.778 elettori residenti all’estero che hanno già votato per corrispondenza. I dati sull’affluenza verranno comunicati dal ministero dell’Interno alle ore 12:00, 19:00 e a chiusura dei seggi, alle ore 23:00.

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