Calo della produzione, aumento della mortalità nei campi, ricadute sui diritti dei lavoratori: un report di Terra ed EStà fotografa l’impatto della crisi climatica sull’agricoltura e propone delle soluzioni.
Lo scorso 11 ottobre si è tenuta la giornata mondiale dell’uovo. Una celebrazione a livello internazionale promossa dall’International egg commission, la struttura che rappresenta gli interessi dei produttori di uova. Qui da noi l’Unione nazionale avicoltori (Unav) ha diffuso alcuni dati: l’Italia è al sesto posto per consumo pro-capite, nel mondo (sul gradino più alto
Lo scorso 11 ottobre si è tenuta la giornata mondiale
dell’uovo. Una celebrazione a livello internazionale promossa
dall’International egg commission, la struttura che rappresenta gli
interessi dei produttori di uova. Qui da noi l’Unione nazionale
avicoltori (Unav) ha diffuso alcuni dati: l’Italia è al
sesto posto per consumo pro-capite, nel mondo (sul gradino
più alto c’è la Cina, seguita dagli Stati Uniti): in
pratica 226/227 uova per ogni abitante dello “Stivale”. Si è
parlato ampiamente delle proprietà nutrizionali dell’uovo,
cosa ampiamente nota da tempo a chi si occupa di alimentazione
naturale, e sono state cancellate le dicerie pseudoscientifiche che
lo incolpavano di elevare i livelli di colesterolo e di essere
tossico per il fegato.
Fin qui le celebrazioni. E la qualità? Perché quando
si parla di uova (lo abbiamo fatto più volte nel portale,
alla sezione “Alimentazione”), come di qualsiasi altro alimento,
è il primo parametro che occorre considerare. I più
ottimisti diranno che per le uova le cose cominciano a marciare nel
modo giusto. E sono pronti a citare l’ultima direttiva comunitaria,
la 99/74/Cee che così recita: a partire dal gennaio 2003,
per i quasi 3 mila allevamenti di galline ovaiole in batteria,
scatta l’obbligo di accordare più spazio a ciascun capo che
si trova nelle gabbie. In parole povere, per ogni singola gallina
si passerà dagli attuali 450 cm quadri a 550 cm quadri. E
come reagiscono all’Unav? Reagiscono male, stregati come sono da
sua maestà “La Produttività”. Il tutto, per loro, si
traduce in una gallina in meno per gabbia e, di riflesso, meno
uova.
Silenzio assoluto su altri parametri che nel biologico sono,
invece, ampiamente rispettati. Nessun accenno al fatto che i poveri
animali vivono costantemente in gabbia, in ambienti chiusi
bombardati costantemente dalla luce (più luce, più
uova: è sempre giorno per i poveri ex volatili); sono
costretti a vivere in uno spazio comunque ristrettissimo che non
permette loro di muoversi; poggiano le zampine su griglie che ne
determinano la deformazione; sono alimentate con mangimi di cui
lasciamo considerare la qualità.
Luce naturale, terra e sole? Neanche a parlarne. Vagli a spiegare
che sono, con l’alimentazione corretta, i parametri indispensabili
per un buon ciclo energetico e per la vita dell’animale.
In conclusione, va senz’altro bene dedicare delle giornate mondiali
all’uovo, ma andrebbe senz’altro meglio se si parlasse della vita
delle ovaiole e della loro alimentazione.
La loro risposta? Ci danno un uovo che è il risultato di
come le trattiamo. Lasciamo a voi le inevitabili conclusioni.
Massimo Ilari
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