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Resi noti i dati relativi alla raccolta differenziata degli imballaggi. Solo con l’acciaio recuperato sarebbe possibile costruire 665 Frecciarossa.
Recuperati 9,2 milioni di tonnellate di imballaggi tra carta, vetro, plastica, legno e alluminio nel 2014, pari al 77,7 per cento dell’immesso al consumo. Sono i numeri resi noti dal Conai (Consorzio nazione imballaggi), e presenti nell’aggiornamento del rapporto di sostenibilità “Contenuti e Contenitori”.
Una crescita continua, iniziata quasi 20 anni fa che, solo nel 2014, ha permesso di reimmettere nel ciclo produttivo ben 7,8 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio. Materie prime risparmiate – circa 3,3 milioni di tonnellate in crescita del 10 per cento rispetto al 2013 – ed emissioni evitate – 3,5 milioni di tonnellate equivalenti di CO2.
Un ciclo virtuoso che come ricorda il Conai: “Ha risparmiato la produzione di nuova materia prima equivalente a 1,2 miliardi di bottiglie in vetro da 0,75 litri, di 300 milioni di risme di carta in formato A4, di 30 milioni di pallet in legno, di 8 miliardi di flaconi di detersivo in Pet, di 1 miliardo di lattine da 33 cl in alluminio, e dell’equivalente in peso di 665 Frecciarossa per l’acciaio”.
Non solo riduzione degli impatti ambientali, ma benefici anche economici, per tutto il comparto. Il gruppo consortile, che vede riuniti Corepla, Comieco, Cial, Coreve, Rilegno e Ricrea, ha generato valore pari a 891 milioni di euro, con un impatto l’impatto sociale dell’industria che conta 18 mila addetti, impiegati nella sola gestione dei rifiuti di imballaggio, di cui il 59 per cento opera nei servizi di raccolta differenziata e il restante 41 per cento nei servizi di preparazione al riciclo.
Numeri raggiunti certamente grazie anche agli italiani, visto che circa l’87 per cento dichiara di fare la raccolta differenziata, mentre 3 italiani su 4 dichiarano di acquistare prodotti in materiali riciclati.
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