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I 7 mila forestali indosseranno la divisa dei Carabinieri. Per il Comandante Del Sette di tratta di “una soluzione diretta a potenziare la difesa del nostro ambiente e al contempo il controllo del territorio”.
È ormai ufficiale, il Corpo forestale dello Stato sarà assorbito dall’Arma dei Carabinieri. Scompare così il corpo di polizia nato nel 1822 e che si occupava di proteggere l’ambiente e il territorio nel nostro Paese.
Infatti dopo l’approvazione della “legge Madia”, o meglio della riforma della pubblica amministrazione che punta a razionalizzarne le risorse e le spese, i circa 7 mila forestali vestiranno la divisa da carabiniere, a parte un esiguo numero che finirà nei vigili del fuoco (120), Guardia di finanza (30) e Polizia di Stato (120).
Con ciò non significa che l’Italia non avrà più un corpo di polizia dedicato ai reati ambientali, alla protezione di fauna e flora. Lo spiega il Comandante dell’Arma generale Tullio Del Sette: “La volontà di unire il Corpo forestale dello Stato all’Arma dei Carabinieri tende a costituire, attraverso l’accorpamento di tutti i reparti impegnati nel settore ambientale, un polo di eccellenza unico per vastità della missione e potenzialità, capace di proporsi come modello internazionale in un futuro in cui l’ambiente dovrà sempre più essere al centro dell’attenzione del mondo”. L’accorpamento sarà graduale e avverrà in circa sei mesi, durante i quali i forestali seguiranno un corso di “militarizzazione”.
Di altro avviso però le sigle sindacali dei forestali, contrarie alla “militarizzazione” del Corpo e che, fuori da Montecitorio, protestano da stamani: “Caro cittadino – recita un volantino – forse ancora non lo sai ma, quando avrai un problema con una discarica abusiva di rifiuti tossici, con un bracconiere, con un piromane, con la distruzione di un bosco, con alimenti contraffatti e nocivi per la salute, con il maltrattamento di animali o il traffico illecito di specie protette, con l’inquinamento di un fiume eccetera, non potrai più affidarti all’unico corpo di polizia specializzato nella difesa dell’ambiente, perché il Corpo forestale dello Stato sarà soppresso”.
Di fronte al problema dei “costi” il Wwf sottolineava che: “La forestale rappresenta il 3 per cento di tutte le forze di polizia e il 90 per cento del suo costo è per il personale. Il trasferimento dei servizi oggi della forestale ad altra amministrazione aumenterà i costi, si perderà l’economia di scala oggi garantita”.
Del Sette assicura che si tratta di “una soluzione diretta a potenziare la difesa del nostro ambiente e al contempo il controllo del territorio. Il personale del Corpo forestale di 15 Regioni, operante nelle attuali Stazioni e negli altri uffici ed enti, continuando a fare il lavoro svolto finora, mantenendo ogni sua professionalità e aspettativa col nuovo stato militare, potrà infatti avvalersi per la propria missione – la nostra – delle potenzialità delle 4.600 Stazioni e degli altri reparti dell’Arma”.
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