Palau è la prima nazione al mondo a vietare le creme solari che danneggiano i coralli

Per visitare Palau, nel Pacifico, è necessario promettere di avere cura dell’ambiente. Una nuova legge vieta anche le creme solari per rispettare i coralli e gli altri abitanti dell’oceano.

“Non solo Palau proteggerà la sua rete di barriere coralline, sacra per gli abitanti e fondamentale nell’economia, ma al tempo stesso dimostrerà al mondo che è giunto il momento di cambiare il modo in cui pensiamo”. Le parole di Caroline Duell, fondatrice del Safe suscreen council, arrivano in seguito all’approvazione da parte del governo di Palau di una legge che vieta la vendita e l’utilizzo di creme solari pericolose per i coralli.

Palau, arcipelago situato nell’oceano Pacifico a circa 500 chilometri a est delle Filippine, è la prima nazione al mondo a compiere tale passo, fatta eccezione per lo stato americano delle Hawaii e per l’isola di Bonaire nei Caraibi.

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Palau vieta creme solari dannose per i coralli e la barriera corallina
L’arcipelago di Palau nel Pacifico © Pinterest

Cosa prevede la legge approvata dal governo di Palau

Ad essere vietate dalla legge che entrerà in vigore a Palau nel 2020 sono le creme solari contenenti dieci sostanze chimiche che rischiano di danneggiare la barriera corallina, in particolare l’ossibenzone. Una ricerca del 2015 ha infatti dimostrato che questo composto organico frena la crescita dei coralli, li priva dei loro nutrienti, riduce la loro capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e fa sì che il fenomeno dello sbiancamento, conseguenza dell’acidificazione degli oceani, si verifichi a temperature più basse.

Il portavoce del presidente, Olkeriil Kazuo, ha dichiarato all’emittente radiotelevisiva statunitense Npr che questa legge è la risposta al report pubblicato nel 2017 dalla Fondazione per la ricerca sulla barriera corallina, il quale ha svelato la presenza di tossine contenute nei filtri solari nello spettacolare lago delle Meduse.

L’importazione delle creme pericolose è interrotta fin da subito, mentre i commercianti avranno tempo fino al 2020 per smaltire i prodotti di cui sono in possesso. Da quel momento, però, rischieranno una multa di mille dollari (circa 880 euro) se continueranno a venderle.

Gli abitanti delle isole hanno a cuore l’oceano

“Questo piccolo ma importante decreto potrebbe avere un impatto duraturo sull’ambiente”, ha dichiarato il presidente Tommy Remengesau. “Dal momento che sempre più persone arrivano nel nostro paradiso incontaminato per vederlo con i propri occhi, non possiamo negare la responsabilità che abbiamo nei confronti di queste isole”.

Il rapporto pubblicato il mese scorso dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) ha rivelato che un innalzamento della temperatura pari a 2 gradi potrebbe comportare la scomparsa del 99 per cento delle barriere coralline. Basando il loro sostentamento sulla pesca, le isole sono i territori che più ne risentirebbero – senza contare che rischiano di essere sommerse a cause dell’innalzamento del livello dei mari. È forse per questo che sono le più attente alla tutela dell’ambiente: non a caso, Palau è stata la seconda nazione del mondo dopo le Fiji a firmare l’Accordo di Parigi sul clima. Ed è anche perché i loro abitanti imparano fin da piccoli a rispettare l’ambiente, ma soprattutto l’oceano che amano quanto la propria madre. Chiunque voglia visitare Palau, deve promettere che farà lo stesso.

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