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Risale alla fine dell’Ottocento ma racchiude in sé idee e pratiche che sembrano modernissime e più innovative ancora dell’attuale WelFare. Siamo in Provincia di Bergamo, sulle rive del fiume Adda, da cui prende nome il villaggio insieme al cognome del suo fondatore, industriale cotoniero lombardo. L’illuminato concetto secondo il quale lavorare in un ambiente
Risale alla fine dell’Ottocento ma racchiude in sé idee e pratiche che sembrano modernissime e più innovative ancora dell’attuale WelFare. Siamo in Provincia di Bergamo, sulle rive del fiume Adda, da cui prende nome il villaggio insieme al cognome del suo fondatore, industriale cotoniero lombardo.
L’illuminato concetto secondo il quale lavorare in un ambiente funzionale, accogliente e piacevole rende meno faticoso il proprio compito e faccia allo stesso tempo produrre di più il lavoratore, a Crespi d’Adda ha la sua piena espressione: il padrone garantiva ai propri dipendenti una serie di servizi e strutture che rendevano la vita più semplice, che addirittura spingeva le persone a non allontanarsi da Crespi e a vivere le proprie giornate interamente nel villaggio.
Dalla scuola, completamente gratuita, alla piscina, dalla chiesa al dopolavoro. Padroni e filantropi, gli industriali erano in grado di colmare le mancanze dello Stato tutelando la vita dei propri operai non solo durante le ore di lavoro, ma anche fuori. Tutto funzionò fino agli anni Venti mentre la fabbrica continuò la sua produzione sino ai giorni nostri nei primi anni 2000.
Ad ogni famiglia era garantita una villetta con orto e giardino, alcune tutt’oggi sono ancora abitate da una piccola comunità di discendenti degli allora lavoratori. Visitando questi luoghi si percepisce cosa doveva essere il villaggio e come la vita brulicasse ovunque dove ora rimangono viali deserti e troppa tranquillità.
Se volete vivere anche solo per un pomeriggio come a inizio Novecento, trovate qui tutte le informazioni per visitare il villaggio. La zona di Crespi d’Adda è ricca anche di sognanti scorci naturali vicino al fiume, a questo indirizzo qualche itinerario consigliato.
L’intero complesso è stato da poco acquistato da un grosso gruppo industriale italiano che ci auguriamo riporti la vita e l’operosità tra i viali del villaggio nello spirito della vecchia Crespi d’Adda.
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