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Uno studio osservazionale condotto su oltre 10mila anziani ha associato la preparazione dei pasti in casa a un minor rischio di demenza, specialmente per chi è meno abile in cucina.
Preparare un pasto fatto in casa almeno una volta alla settimana potrebbe ridurre del 30 per cento il rischio di demenza negli anziani. Questo rischio potrebbe essere inferiore anche del 70 per cento per chi non ha molta esperienza in cucina: è quanto suggerisce uno studio effettuato in Giappone e pubblicato online sul Journal of Epidemiology & Community Health.
I ricercatori hanno voluto capire se la frequenza con cui si cucina in casa potesse essere associata all’incidenza della demenza e se ciò potesse dipendere dal livello di abilità culinaria. Lo studio ha coinvolto 10.978 partecipanti, di età pari o superiore a 65 anni. I partecipanti hanno compilato questionari sulla frequenza con cui preparavano pasti fatti in casa – da zero a più di 5 volte a settimana -, nonché sul livello delle loro competenze culinarie. Queste sono state valutate in base a sette abilità, che spaziavano dalla capacità/incapacità di sbucciare frutta e verdura alla capacità/incapacità di preparare stufati. I casi di demenza sono stati accertati tramite i dati del sistema sanitario pubblico, considerando quelli che hanno richiesto assistenza.
L’analisi dei dati ha mostrato che una maggiore frequenza di preparazione dei pasti in casa era associata a un minor rischio di demenza sia negli uomini che nelle donne, ma con differenze a seconda del livello di competenza culinaria. Cucinare almeno una volta alla settimana era associato a un rischio di demenza inferiore del 23 per cento negli uomini e del 27 per cento nelle donne rispetto a cucinare meno di una volta alla settimana. Per coloro che avevano scarse competenze culinarie, cucinare un pasto almeno una volta alla settimana era associato a una riduzione del 67 per cento del rischio di demenza.
Questi risultati si sono confermati anche dopo aver tenuto conto di fattori potenzialmente influenti, come lo stile di vita, il reddito familiare e gli anni di istruzione, e sono risultati indipendenti da altre attività positivamente associate alla riserva cognitiva, come l’artigianato, il volontariato e il giardinaggio.
Trattandosi di uno studio osservazionale, i ricercatori specificano che non è possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto. Inoltre, i casi di demenza lieve non sarebbero stati inclusi nei dati del registro e la classificazione delle abilità culinarie potrebbe non aver distinto tra coloro che cucinavano pasti semplici perché non amavano cucinare e coloro che non erano in grado di farlo. I risultati, infine, potrebbero non essere generalizzabili, poiché il tipo di cibo consumato e le modalità di preparazione variano da cultura a cultura. Secondo gli studiosi, in ogni caso, per gli anziani, la preparazione dei pasti non è solo un’importante fonte di attività fisica, ma anche di stimolo cognitivo, dunque creare un ambiente in cui le persone possano cucinare i pasti in età avanzata potrebbe essere importante per la prevenzione della demenza.
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