La produzione di gamberetti ecuadoriana destinata all’esportazione continua a crescere, ma l’ecosistema delle mangrovie ne paga il prezzo più alto.
L’insorgere del mal di testa può essere collegato alla propria alimentazione? Secondo un recente studio scientifico turco il legame è certo. All’università di Medipol di Istanbul un gruppo di ricercatori, guidato da Hande Bakırhan, professoressa del dipartimento di Nutrizione e dietetica della facoltà di Scienze della salute, ha analizzato soggetti affetti da emicrania episodica tra i 18
L’insorgere del mal di testa può essere collegato alla propria alimentazione? Secondo un recente studio scientifico turco il legame è certo. All’università di Medipol di Istanbul un gruppo di ricercatori, guidato da Hande Bakırhan, professoressa del dipartimento di Nutrizione e dietetica della facoltà di Scienze della salute, ha analizzato soggetti affetti da emicrania episodica tra i 18 e i 64 anni. In particolare gli studiosi si sono focalizzati sul rapporto tra modelli di comportamento alimentare e attacchi di emicrania.
La ricerca, pubblicata su Nutritional Neuroscience, ha messo in evidenza quanto il regime alimentare sia strettamente collegato con gli attacchi di emicrania. Il gruppo ha utilizzato l’Healthy eating index-2010 come metro di valutazione per valutare la qualità delle diete. Dai risultati è emerso che chi adotta la dieta mediterranea nel suo quotidiano soffre di meno di emicranie, o comunque queste si manifestano meno frequentemente e in modo meno intenso. Lo stesso risultato è stato rilevato anche per chi adotta la dieta Dash (Dietary Approaches to Stop Hypertension).
In sostanza, la ricerca afferma che consumare più frutta, verdura, legumi e semi oleosi allevia i sintomi sgradevoli del mal di testa.
Non è la prima volta però che uno studio scientifico rileva quanto la dieta mediterranea aiuti a ridurre la frequenza degli episodi di emicrania, soprattutto nelle donne. A luglio scorso, infatti, è stata pubblicata sul British Medical Journal una ricerca americana che ha coinvolto 182 pazienti affetti da emicrania frequente (fra i 5 e i 20 episodi al mese) e ha concluso che la dieta mediterranea, ricca di omega 3, può ridurre gli attacchi di mal di testa. Sperimentando tre tipi di dieta, nelle quali variavano i livelli di omega 3 e di omega 6, i ricercatori hanno dimostrato che in alcuni casi miglioravano i livelli di ossilipina, una molecola in grado di ridurre il dolore. Un studio, quindi, molto utile per la gestione non solo dei pazienti emicranici, ma di tutte le condizioni cliniche con dolore cronico. Capire come usare gli omega 3 e 6 nella dieta si sta rivelando un grande potenziale per migliorare la conoscenza della nocicezione, ovvero tutti i meccanismi dell’organismo coinvolti nella percezione del dolore.
Altre ricerche in questo campo si stanno concentrando sui bambini e gli adolescenti. Da uno studio dell’ospedale Bambin Gesù di Roma pubblicato su Nutrients, è emerso che un’elevata frequenza di attacchi emicranici interessa il 65 per cento dei bambini in sovrappeso contro il 35 dei normopeso.
A scatenare l’attacco di mal di testa o ad aumentarne la frequenza concorrono diversi fattori tra cui anche l’emotività, ma un ruolo importante lo svolge sempre la dieta. Accusati di scatenare violenti mal di testa nei più piccoli possono essere alcuni alimenti, come il cioccolato, i cibi contenenti il glutine e gli insaccati (a causa dei nitriti presenti), ma a oggi non esiste una vera e propria lista di cibi valida per tutti. La conclusione a cui sono arrivati i ricercatori del dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù, che hanno esaminato la letteratura scientifica esistente e smentito alcuni falsi miti, è che solo la verifica nel singolo paziente di un rapporto fra l’assunzione di un determinato alimento e la comparsa del mal di testa possa essere la prova che quel cibo in quel bambino scateni l’emicrania.
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