Disarmo in Venezuela, 2mila armi da fuoco distrutte in piazza

Secondo il programma del ministro dell’Interno chi consegnava un’arma avrebbe ricevuto in cambio un elettrodomestico. Il risultato: 2mila armi distrutte in piazza per il disarmo in Venezuela.

La polizia venezuelana ha schiacciato e tritato quasi 2mila armi leggere tra fucili da caccia e pistole e lo ha fatto pubblicamente il 17 agosto in una piazza della capitale, Caracas. La singolare iniziativa – che ha già avuto luogo nel paese, la prima volta è stata nel 2013 – fa parte di una campagna per il controllo delle armi voluta dal nuovo ministro degli Interni di uno dei paesi più violenti del mondo. Nestor Reverol, ex capo del dipartimento antidroga, ha detto che l’evento ha rinnovato lo sforzo per il disarmo in Venezuela. Infatti, il programma prevedeva che le armi bruciate fossero quelle consegnate dalla popolazione: chi consegnava un’arma riceveva in cambio un elettrodomestico.

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A chi consegnava un’arma da fuoco veniva dato in cambio un elettrodomestico © Leo Ramirez/AFP/Getty Images

Il disarmo in Venezuela

Reverol è stato promosso dal presidente Nicolas Maduro per questa sua iniziativa, proprio mentre gli Stati Uniti lo accusano di aver accettato tangenti dai trafficanti di cocaina. “Stiamo portando in giro il disarmo e la pace“, ha detto Reverol ai giornalisti, mentre gli agenti di polizia foravano e segavano fucili arrugginiti o schiacciavano nella pressa le pistole fatte in casa.

Police destroy handguns by means of an industrial press during a weapon destruction operation in Caracas on May 20, 2013. AFP PHOTO/Leo RAMIREZ        (Photo credit should read LEO RAMIREZ/AFP/Getty Images)
Spesso è proprio la polizia a vendere le proprie armi ai criminali © Leo Ramirez/AFP/Getty Images

Corruzione e tasso di omicidi più alti al mondo

Il Venezuela ha il secondo tasso di omicidi più alto al mondo e le gang di strada che affliggono i suoi quartieri poveri sono diventate sempre più armate negli ultimi anni, soprattutto da quando la recessione economica ha ridotto le risorse disponibili alla polizia. Non è raro, infatti, che la polizia (quella più corrotta e corrompibile) venda le proprie armi alle bande criminali per fare qualche soldo. Davanti a un’inflazione del 185 per cento solo nell’anno 2015 e il conseguente collasso della valuta, gli stipendi della polizia sono crollati, creando così maggiori incentivi per la corruzione.

A seized pistol rendered useless during a weapon destruction operation is shown in Caracas on May 20, 2013. AFP PHOTO/Leo RAMIREZ        (Photo credit should read LEO RAMIREZ/AFP/Getty Images)
Il prossimo obiettivo della campagna di disarmo sarà marcare le munizioni date in consegna alle forze dell’ordine © Leo Ramirez/AFP/Getty Images

I proiettili usati dai criminali sono della polizia

Il Venezuela ha inoltre acquistato una tecnologia laser per marcare le munizioni. Tra le intenzioni della campagna, infatti, c’è anche quella di mantenere un registro dei proiettili conferiti alle forze di polizia statali e municipali. Gli esperti sostengono infatti che la gran parte delle munizioni utilizzate nei crimini in Venezuela provenga proprio da quelli dati in dotazione alle forze dell’ordine.

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