La Cop17 si è chiusa con un accordo per accelerare la protezione della natura e un rapporto che mostra i progressi di ripristino, ma i finanziamenti restano insufficienti.
Sulle rive del Golfo Persico, Dubai è uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti. La città nota per i suoi spettacolari grattaceli, tra cui quello più alto del mondo Burj Khalifa, cambia rotta e diventa sostenibile. Stando alle stime, nel 2016 Dubai vanterà più di 800 ettari di superficie urbanizzata
Sulle rive del Golfo Persico, Dubai è uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti. La città nota per i suoi spettacolari grattaceli, tra cui quello più alto del mondo Burj Khalifa, cambia rotta e diventa sostenibile.
Stando alle stime, nel 2016 Dubai vanterà più di 800 ettari di superficie urbanizzata coperta da pannelli solari e tetti verdi, sarà costruita con materiali ecologici di riciclo e dotata di sistemi integrati per il riciclo dell’acqua. Così Dubai arriva all’Esposizione Universale del 2020 come una delle città più sostenibili del mondo, riducendo del 20 per cento i consumi energetici degli edifici.
Proprio all’insegna del risparmio energetico è stato approvato il progetto Dubai Sustainable City, con il quale verranno realizzate residenze sostenibili e un impianto fotovoltaico con 600mila pannelli solari e un sistema intelligente di riciclo dell’acqua. Tutto questo con lo scopo di fornire alle abitazioni il 60 per cento dell’energia necessaria per il condizionamento e di ridurre del 30 per cento il consumo d’acqua.
L’identità degli Emirati Arabi Uniti viene esaltata da una pianificazione strategica in grado di portare la città ospite dell’Expo 2020 verso uno sviluppo economico, che ha fatto della sostenibilità la sua cifra competitiva sulla scena internazionale.
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