Secondo uno studio europeo, che coinvolge il WWF, tutti gli investimenti si ripagherebbero entro il 2032. Vantaggi anche per lavoro, salute e ambiente.
Per combattere l’inquinamento e al contempo sostenere l’imprenditoria, a volte, non servono grandi leggi o tecnologie avanzate. Come dimostra l’Emilia-Romagna, basta investire nella riforestazione: la regione ha appena messo a disposizione quasi otto milioni di euro, tramite tre diversi bandi per estendere le aree boschive che contribuiscono al sequestro e riduzione di gas serra risultando anche una fonte di reddito per le
Per combattere l’inquinamento e al contempo sostenere l’imprenditoria, a volte, non servono grandi leggi o tecnologie avanzate. Come dimostra l’Emilia-Romagna, basta investire nella riforestazione: la regione ha appena messo a disposizione quasi otto milioni di euro, tramite tre diversi bandi per estendere le aree boschive che contribuiscono al sequestro e riduzione di gas serra risultando anche una fonte di reddito per le aziende agricole.
“Con questi interventi – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli – vogliamo promuovere un’economia del bosco pienamente sostenibile da un punto di vista ambientale anche in collina e montagna, dove l’agricoltura dà meno reddito”.
Il primo bando riguarda la riforestazione permanente di terreni agricoli e non, di pianura e di collina: sono a disposizione circa 3,8 milioni di euro. Il costo unitario massimo che viene accettato per le spese di impianto è di 7.500 euro per ettaro. Il contributo previsto copre il 100 per cento del costo effettivo e gli interventi possono essere realizzati in terreni sia agricoli che non agricoli, in pianura e in collina.
Il secondo bando riguarda l’arboricoltura da legno consociata ecocompatibile: grazie a 2,4 milioni di euro l’operazione finanzia al 100 per cento interventi fino a un massimo di 7.000 euro nel caso di impianti di arboricoltura consociata, cioè con presenza di diverse specie forestali autoctone. Nel caso di impianti di pioppicoltura ecocompatibile riconosce un costo massimo di 4.000 euro per ogni ettaro. Le percentuali di contributo sono comprese tra il 70 e l’80 per cento del costo effettivo.
Il terzo bando si occupa invece di arboricoltura da legno: Si tratta di pioppicoltura ordinaria. L’operazione può contare su quasi 1,4 milioni di euro di fondi, il costo massimo è di 4.000 euro per ettaro e il contributo previsto è del 40 per cento.
In Emilia-Romagna la superficie boschiva è cresciuta del 20 per cento negli ultimi trent’anni e oggi copre 611mila ettari, quasi un terzo dell’intero territorio. Numeri che la collocano tra le regioni con il più alto indice di boscosità in Italia. Il 30 per cento dei boschi si trova all’interno delle aziende agricole e solo il 3 per cento è presente nella fascia di pianura. In tutto sono 685 le aziende agricole con attività principale nel settore della silvicoltura, 1.990 quelle con attività secondaria.
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