A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.
Ci sono argomenti pro e contro l’energia nucleare. Una valutazione razionale non gioca a suo favore, esistono fonti energetiche meno costose e meno problematiche.
Con una certa regolarità salta fuori la voglia di energia
nucleare: risolverebbe il pericolo
“blackout”, renderebbe il paese meno dipendente da
importazioni di petrolio e carbone, potrebbe far scendere il prezzo
dell’elettricità, le centrali nucleari, se gestite in
maniera corretta, non sono inquinanti e meno pericolose delle
grandi dighe. Questi gli argomenti.
Nella realtà sorgono tanti intoppi: dalla progettazione
all’avvio di un nuovo impianto nucleare passano sette/otto anni, il
tempo che ci vorrebbe per trovare un sito adatto e non contestato
dagli abitanti resta un interrogativo. Quindi niente soluzione
tempestosa dei problemi attuali. I costi di un nuovo impianto
nucleare sono molto alti, per quello che sta sorgendo in Finlandia
si parla di tre miliardi di euro. Molto costoso e completamente
irrisolto il problema delle
scorie. Cosa farne, dove metterle? Un nuovo decreto
legge permette l’esportazione, ma gli altri paesi hanno gli stessi
problemi e per legge non importano più scorie. Se, inoltre,
si considerano i sussidi che hanno ricevuto le imprese per ricerca
e sviluppo nel campo dell’energia nucleare, questa tecnologia
è da considerare molto cara: nell’ultimo programma quadro
per la ricerca europea, l’energia nucleare ha ricevuto più di
1,2 miliardi di euro, mentre le energie rinnovabili solo 390
milioni di euro. A questo ci sono da aggiungere i prestiti
stanziati nel quadro del trattato Euratom, per un totale di 3,2
miliardi di euro dal 1977, fa i conti Greenpeace.
Questi aiuti sono andati a scapito delle fonti rinnovabili, come
il solare
che nel paese del sole stenta a decollare. Lo stesso vale per
l’eolico.
Ambedue queste tecnologie hanno un loro impatto sull’ambiente, ma
è un’impatto prevedibile, calcolabile e meno costoso del
nucleare. Le fonti, sole e vento, sono inesauribili, investendo
nella ricerca e migliorando le tecnologie si può aumentare
la resa e diminuire l’impatto ambientale. Si pone la domanda:
perché optare per una soluzione (che è sempre
parziale) problematica e
costosa, se esistono delle possibilità
più facilmente “digeribili”?
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