Le popolazione delle farfalle monarca in Messico cresce del 200 per cento

Nonostante le preoccupazioni sul futuro della farfalla monarca, arrivano buone notizie dalla riserva El Rosario in Messico, dove la popolazione è cresciuta esponenzialmente.

La farfalla monarca durante l’inverno migra verso sud dagli Stati Uniti. Nell’ultimo periodo ha destato numerose preoccupazioni per il declino della sua popolazione. Ma ora arrivano buone notizie da El Rosario, la più grande riserva che si trova nello stato messicano di Michoacán. I dati mostrano che la popolazione di questa farfalla è cresciuta più del 200 per cento rispetto all’anno scorso e occupa una superficie totale di 1,13 ettari.

Una tendenza così positiva non se l’aspettava nessuno. A causa dei fenomeni meteorologici sfavorevoli, quali l’urgano Patricia che ha colpito gli stati messicani del nord a metà ottobre e un freddo insolito all’inizio di novembre, le farfalle hanno completato la migrazione dieci giorni in ritardo, il 13 anziché il 3 novembre. Gli ostacoli climatici non hanno comunque impedito alle farfalle monarca di muoversi tutte insieme secondo Homero Gómez González, rappresentante della riserva di El Rosario.

 

Il problema più serio che affrontano le farfalle monarca all’interno dell’area protetta è il degrado ambientale dovuto soprattutto alla deforestazione perpetuata illegalmente. L’unico aiuto che la riserva riceve arriva dalle comunità locali che cercano di prevenire questo tipo di reati. L’anno scorso la popolazione ha piantato 210mila pini e abeti sacri (oyamel in spagnolo) e nel 2015 ha donato volontariamente circa 350mila ettari di terreno coltivabile con l’obiettivo di rimboschire l’area. Tutte queste iniziative non hanno fini di profitto nascosti, sottolinea Gómez González, eppure le autorità locali non li sostengono come dovuto.

 

La principale fonte di guadagno della regione è l’ecoturismo: solo lo scorso anno 10mila persone hanno visitato El Rosario. La ripresa della popolazione della farfalla monarca nella riserva, quindi, oltre a rappresentare un fattore importante per l’economia locale, è fondamentale dal punto di vista della conservazione: erbicidi e condizioni meteo sfavorevoli hanno drasticamente colpito questi “migranti”, portando la popolazione ai minimi storici nel corso degli ultimi anni.

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