Il giorno del sovrasfruttamento cade sei giorni più tardi rispetto al 2025, ma non è un miglioramento: lo spostamento dipende dalla revisione dei dati sugli oceani, mentre l’impronta ecologica reale continua a crescere.
Sono passati tre anni dal maremoto di magnitudo 9 che ha devastato, l’11 marzo 2011, la prefettura di Miyagi e gran parte della costa nordorientale del Giappone. Si è trattato del più forte episodio sismico che abbia mai colpito l’isola causando oltre 18mila tra morti e dispersi, che ha provocato uno dei disastri nucleari più
Sono passati tre anni dal maremoto di magnitudo 9 che ha devastato, l’11 marzo 2011, la prefettura di Miyagi e gran parte della costa nordorientale del Giappone. Si è trattato del più forte episodio sismico che abbia mai colpito l’isola causando oltre 18mila tra morti e dispersi, che ha provocato uno dei disastri nucleari più gravi della storia dopo quello di Chernobyl, in Ucraina, del 26 aprile 1986.
Quel giorno, nella sala di controllo del reattore 1 della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, la radioattività registrata è di mille volte superiore al normale e un blackout elettrico interrompe la procedura automatica per il raffreddamento dei reattori.
È l’inizio di una storia che non ha un finale. Di seguito una serie di immagini ripercorrono alcuni momenti delle commemorazioni del terzo anniversario e mostrano scorci di città giapponesi abbandonate e inaccessibili.
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Il giorno del sovrasfruttamento cade sei giorni più tardi rispetto al 2025, ma non è un miglioramento: lo spostamento dipende dalla revisione dei dati sugli oceani, mentre l’impronta ecologica reale continua a crescere.
Al via un progetto per restituire vita, produzione e cura del paesaggio alla villa dell’ex imperatore romano.
Era l’11 marzo di quattro anni fa, quando un terremoto sottomarino di magnitudo 9 registrato a nordest della città di Sendai, capoluogo della prefettura di Miyagi, crea un’onda anomala, uno tsunami che devasta gran parte della costa nordorientale del Giappone. Ad oggi si tratta dell’evento sismico più forte che abbia mai colpito l’arcipelago del Pacifico.
A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.
Il presidente de la Espriella vuole cancellare le entità di autogoverno delle comunità in Amazzonia e Chocò. Allarme per omicidi e sequestri.
MC0, progetto transfrontaliero Interreg France-Italia Alcotra, accompagna le Pmi della filiera dei Servizi alla montagna verso un processo di decarbonizzazione.
Il boom degli affitti brevi e l’impennata dei prezzi delle case rende difficile trovare una casa in Cornovaglia. Molti scelgono di trasferirsi in furgone.
Se le donne tendono a sentire più freddo degli uomini, è tutta colpa di un retaggio di sessant’anni fa.
Anche il mondo accademico discute della possibilità di riformare lo Statuto di Roma per inserire tra i crimini contro l’umanità quelli ambientali.