Veterinaria

Gatto anziano, i consigli del veterinario per una serena terza età 

Per garantire benessere e salute al nostro gatto durante la sua terza età ci sono delle regole importanti da seguire. Ecco cosa ci consiglia l’esperto.

Un gatto anziano è un bene prezioso e un compagno fedele per molti di noi. Ma anche nei felini gli anni si fanno sentire e diventa indispensabile stabilire un corretto piano di prevenzione e di cure per garantire al micio di casa un’esistenza davvero serena al nostro fianco. Proprio per questo abbiamo chiesto delucidazioni e suggerimenti a un esperto: il dottor Gianni Marinacci, medico veterinario. Ecco cosa ci ha suggerito…

gatto anziano
Durante la terza età del gatto l’importante è la prevenzione © Pixabay

Quando un gatto diventa anziano?
La specie felina risulta avere generalmente una buona aspettativa di vita e possiamo definire anziano un gatto che compie il decimo anno. Ovviamente la terza età di un felino ha una durata piuttosto lunga anche se suscettibile di accorciamento in caso di patologie croniche tipiche di questa fascia di età. Esistono, comunque, razze più longeve e razze con una aspettativa di vita inferiore. Storicamente, per esempio, i siamesi erano considerati gatti a lunga sopravvivenza, mentre altre razze sembrano avere minore speranza di vita come il maine coon (e il tutto risulta, in questo caso, legato al suo gigantismo), il persiano e i suoi derivati.

Detto questo però questa regola va in parte sconfessata. Molte razze attualmente, infatti,  hanno un bacino genetico ridotto o sono state selezionate da poco tempo, e ovviamente tutto ciò può tradursi in una instabilità del codice genetico e alla presenza di patologie legate a esso come il rene policistico nel persiano, la cardiopatia ipertrofica nel maine coon, e altro ancora.  Un allevamento responsabile e accorto  permette di avere soggetti esenti da tali problematiche e quindi con una più lunga aspettativa di vita.

Cosa possiamo fare per garantire al nostro gatto una vita più lunga?
I gatti maturi e anziani vanno sottoposti a visita clinica ogni sei mesi circa. Il proprietario di solito viene invitato a pesare il proprio gatto ogni mese per valutare decrementi di peso (spesso precedono insorgere di patologie croniche come neoplasie, malattia renale cronica o ipertiroidismo). Ogni sei mesi, quindi, un emocromo e un profilo biochimico ristretto e la misurazione della pressione è una buona prevenzione. Mentre una volta l’anno uno screening più esteso con un profilo biochimico, l’esame delle urine, l’emocromo, un test sulla funzionalità tiroidea e un’ecografia dell’addome possono essere raccomandati. Questi esami servono a intercettare patologie croniche o gravi in fase iniziale, ponendovi rimedio immediato e scongiurando danni più importanti. Negli animali anziani, come in medicina umana, la prevenzione svolge un ruolo fondamentale, così come le strategie nutrizionali, queste ultime sempre sotto la supervisione del veterinario curante.

maine coon
Il maine coon può soffrire in vecchiaia di malattie dovute al gigantismo della sua razza © Pixabay

Quali sono i principali problemi e le patologie che interessano il gatto anziano?
Statisticamente in Italia e nel sud Europa la patologia più frequente nei felini anziani risulta essere la malattia renale cronica. Nel nord Europa, invece,  prevalgono malattie metaboliche come il diabete. L’ipertiroidismo colpisce molti soggetti anziani, e sono anche frequenti le infezioni delle basse vie urinarie. Ovviamente la malattia oncologica diventa spesso una patologia diffusa in questa fascia di età e, tra le neoplasie più comuni, possiamo trovare i tumori gastroenterici sia aggressivi (mastocitoma, linfoma alto grado) sia meno pericolosi come il linfoma di basso grado intestinale.

Un ruolo importante nel benessere del gatto anziano viene svolto dalle patologie odontostomatologiche che risultano essere un importante causa di problemi causando spesso l’impossibilità di bere e mangiare in giusta misura. Si tratta di malattie che non vanno mai prese sottogamba e spesso per guarire necessitano di chirurgie specialistiche. Insomma, durante la terza età del nostro gatto non basta la pulizia dei denti di routine,  ma è necessaria anche una attenta osservazione della progressione dei problemi orali e un uso oculato dei farmaci specifici.

siamese di pofilo
Il gatto siamese è uno dei gatti più longevi © Pixabay

In conclusione cosa possiamo fare per garantire il benessere del nostro amico gatto durante la terza età?
L’alimentazione e le strategie volte al benessere sono fondamentali per la sua salute. Una riduzione di sodio e fosforo è sempre auspicabile anche in assenza di lesioni renali ( cerchiamo, quindi, di optare per una dieta con cibi senior durante la terza età), così come risulta importante garantire una corretta idratazione e assunzione di liquidi.  Esistono in commercio comunque una serie di alimenti dedicati alle varie patologie, da utilizzare però sotto controllo medico perché  se adoperati quando non servono possono danneggiare il piccolo paziente.

Per i proprietari, allora, resta fondamentale scegliere la prevenzione che si attua con l’osservazione costante del micio di casa e con le visite di routine insieme al controllo del peso. Il tutto garantirà benessere psicofisico al gatto e gli consentirà di affrontare nel modo migliore una lunga e serena terza età.

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