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Per il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, è stata una settimana intensa quella appena trascorsa a Expo Milano 2015. Qui si sono tenuti i festeggiamenti principali della Giornata mondiale dell’ambiente che hanno visto la partecipazione, tra gli altri, anche del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per
Per il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, è stata una settimana intensa quella appena trascorsa a Expo Milano 2015. Qui si sono tenuti i festeggiamenti principali della Giornata mondiale dell’ambiente che hanno visto la partecipazione, tra gli altri, anche del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep), Achim Steiner.
Il ministro Galletti ha parlato delle prossime sfide, prima fra tutte la conferenza sul clima di Parigi (Cop 21), definita il punto di non ritorno per un sistema di negoziazione che non può più permettersi fallimenti, pena la fine del sistema di negoziati stesso, almeno come concepito finora dalle Nazioni Unite e dalla comunità internazionale. Poi Galletti ha fatto riferimento alla necessità di cambiare il nostro modo di usare le risorse dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione, usando un tema caro all’ambassador di Expo Milano 2015 Vandana Shiva: mettere fine all’economia lineare in favore di un sistema economico circolare che rispetti la Terra e le sue risorse.
“Bisogna sfruttare meglio la terra, ad esempio attraverso una legge contro il consumo di suolo che stiamo già discutendo in parlamento” ha dichiarato Galletti, in esclusiva per LifeGate. “Questo significa puntare sul riuso e sulla rigenerazione di ciò che abbiamo già sfruttato e che magari è stato abbandonato per occupare ‘nuovo’ suolo. Per economia circolare, ad esempio, si intende utilizzare suolo già impermeabilizzato e che può essere destinato al settore industriale o ad uso residenziale. In Italia, negli ultimi decenni questo non è stato fatto”.
Una dichiarazione in linea con gli intenti delle Nazioni Unite che hanno scelto, per il 2015, di celebrare l’Anno internazionale del suolo con lo scopo di creare consapevolezza sull’importanza dei terreni per la sicurezza alimentare. Un richiamo ai governi, che sembra essere stato colto da quello italiano, chiamati a intervenire per ridurre la povertà, attraverso politiche di gestione sostenibili dei terreni e dei loro frutti.
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