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La promessa di Google: diventare carbon free entro il 2030

Il Ceo Sundar Pichai svela la strategia con cui Google intende affrontare il decennio per il clima. Centrali gli investimenti nelle energie pulite.

Nel 2030 chi farà una ricerca su Google, invierà una mail tramite Gmail, cercherà un itinerario sulle mappe o guarderà un video su YouTube sarà certo di non aver contribuito all’emissione di CO2 in atmosfera. È la promessa di punta dell’articolata strategia con cui Google promette di affrontare questo decennio, che sarà decisivo per il futuro del clima. L’amministratore delegato Sundar Pichai ha reso noti i dettagli con un post nel suo blog.

Google, da carbon neutral a carbon free

Era il 2007 quando Google è stata la prima multinazionale a diventare carbon neutral, cioè a quantificare le sue emissioni di gas serra, ridurle il più possibile e compensare la parte restante fino a raggiungere il saldo zero. Dieci anni dopo è arrivata a investire oltre 3 miliardi di dollari in centrali solari ed eoliche fino a raggiungere una capacità produttiva di 3 GW, che coincide con il 100 per cento dei consumi di elettricità di tutti i suoi uffici e data center nel mondo. Già oggi ha compensato l’intera impronta di carbonio dei suoi ventidue anni di storia.

Per il 2030 il colosso di Mountain View alza ancora l’asticella e promette di operare con energia priva di emissioni di carbonio 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Per conquistare questo primato assoluto, il primo passo sarà l’utilizzo di energia carbon-free in tutti i campus e i data center nel mondo. Considerato che questi ultimi alimentano i servizi digitali impiegati dagli utenti, precisa la nota, ciò significa che ogni domanda posta al motore di ricerca, ogni video guardato su YouTube, ogni email inviata e ogni tragitto consultato su Maps saranno resi possibili dalle energie pulite.

Per superare il limite delle oscillazioni produttive che caratterizzano le rinnovabili, Google promette di intervenire su diversi fronti: accorpare fonti di energia eolica e solare; incrementare l’uso di batterie di stoccaggio; ottimizzare la propria domanda di elettricità e le previsioni di utilizzo grazie all’intelligenza artificiale. Programmi su vasta scala che contribuiranno alla creazione di 12mila posti di lavoro entro il 2025.

5 GW di nuova energia a emissioni zero

Con una serie di investimenti in programma sempre entro il 2030, Google vuole rendere disponibili in diverse aree industriali 5 gigawatt di nuova energia priva di emissioni. In termini di lotta ai cambiamenti climatici, sarà l’equivalente di togliere dalle strade un milione di automobili ogni anno. In termini economici, l’intento è quello di mobilitare 5 miliardi di dollari di investimenti nelle energie pulite, creando oltre 8mila posti di lavoro.

Sundar Pichai, Google
Sundar Pichai, amministratore delegato di Google e di Alphabet, la holding a cui fa capo © Justin Sullivan/Getty Images

Ridurre l’impatto delle città sul clima

Oggi il 55 per cento della popolazione mondiale vive nelle città, che generano l’80 per cento del prodotto interno lordo ma anche il 70 per cento delle emissioni di gas climalteranti, oltre a consumare i due terzi dell’energia.

Google ha già lanciato il servizio Environmental insights explorer che, aggregando una serie di dati, per ciascun grande agglomerato urbano fa il calcolo delle emissioni legate agli edifici e ai trasporti, oltre a stimare la produzione di energia fotovoltaica che si otterrebbe installando pannelli su tutti i tetti disponibili. Oggi il tool è disponibile per 122 città, disseminate soprattutto tra Usa e Regno Unito, ma Sundar Pichai annuncia che verrà esteso a tremila, in tutto il mondo.

L’azienda di Mountain View si impegna a sostenere oltre cinquecento città e amministrazioni locali nel loro percorso di riduzione delle emissioni. Il traguardo da raggiungere entro il 2030 è una sforbiciata di 1 miliardo di tonnellate all’anno, equivalente alle emissioni di uno Stato grande come il Giappone.

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