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Secondo un’indagine condotta dalla società di ricerca Lux Research, Google e Amazon emetterebbero fino al 30 per cento di CO2 in più rispetto a quella dichiarata.
I data center, divenuti ormai necessari per la maggior parte delle nostre azioni quotidiane, hanno un elevato impatto ambientale, sono infatti responsabili di circa il 2 per cento delle emissioni di gas serra a livello globale, quasi quanto quelle provocate dal settore dell’aviazione. I centri di elaborazione dati necessitano di una grande potenza energetica per essere alimentati e di molta energia per essere mantenuti freschi.
Google, il leader dei motori di ricerca e non solo, e Amazon, colosso statunitense dell’e-commerce, inquinerebbero più di quanto dichiarano. È quanto emerso da un nuovo studio condotto dalla società di ricerca Lux Research, secondo la quale i data center delle due compagnie emetterebbero fino al 30 per cento di CO2 in più rispetto a quella dichiarata.
Le aziende utilizzano attualmente il sistema dell’Epa Emissions & Generation Resource Integrated Database (eGRID) per stimare le emissioni e i consumi dei propri data center. Lux Research sostiene che questo sistema di valutazione non è particolarmente attendibile perché divide la rete elettrica degli Stati Uniti in appena 24 grandi aree e viene aggiornato solo raramente, le informazioni più recenti disponibili risalgono al 2012.
L’analisi effettuata dalla società di ricerca ha invece diviso i grid computing in 134 aree, fornendo così una visione più approfondita dei consumi reali, avvalendosi dei dati forniti dall’US Energy Information Administration. In base ai dati raccolti le emissioni generate dai data center di Google sarebbero superiori di 42mila tonnellate di CO2 annue rispetto quelle previste.
Amazon risulta ancora meno trasparente nel calcolo del proprio impatto ambientale, secondo Lux Research. I 23 data center dell’azienda situati in Virginia ricavano circa il 43 per cento di energia elettrica dal carbone, non il 35 per cento come stimato utilizzando il sistema eGRID. La differenza ammonta a circa 85mila tonnellate di CO2 in più emesse ogni anno.
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