Giovani attivisti

Il 19 marzo torna la Giornata mondiale di azione per il clima

Ora che il futuro è incerto, i giovani attivisti di Fridays for future tornano nelle piazze – anche virtualmente – per il futuro del Pianeta.

Nello spot di una nota compagnia telefonica i membri del movimento Fridays for future mostrano ad un politico i loro cartelli con la scritta “Non c’è un pianeta B”, e quello diventa immediatamente più vecchio perché, come dice lo slogan pubblicitario, “La verità fa crescere”.

Questi giovani attivisti non si sono ancora stancati di urlare al mondo la verità sul clima: bisogna agire subito per tutelare gli ecosistemi e mitigare il riscaldamento globale. La ricerca ha dimostrato che la pandemia che stiamo vivendo dipende dalla distruzione degli habitat naturali. È del mese scorso uno studio che afferma che nel 2100 le estati rischiano di durare sei mesi. Eppure, le emissioni stanno già tornando a crescere rispetto al 2020.

Per questo i ragazzi e le ragazze che hanno deciso di seguire le orme dell’attivista svedese Greta Thunberg, la prima ad aver scioperato perché preoccupata dalle sorti del Pianeta nell’agosto del 2018, non si vogliono fermare neanche ora che le nostre vite sono “in stand-by”. A due anni dal primo sciopero globale per il clima, tornano in piazza – anche solo virtualmente – per far sì che la lotta contro i cambiamenti climatici continui, con più ardore di prima.

New York, Stati Uniti, Fridays for future
New York. Una manifestazione del movimento giovanile per il clima Fridays for future prima della pandemia © Spencer Platt/Getty Images

L’obiettivo della Giornata mondiale di azione per il clima

Hanno quindi previsto, per il 19 marzo, una nuova Giornata mondiale di azione per il clima. L’obiettivo del movimento è quello di chiedere che i fondi del Next generation Eu vengano investiti in politiche per azzerare le emissioni di gas serra, “la causa della crisi climatica”. Ciò a cui si mira, però, sono azioni concrete e immediate: le parole dei politici che promettono paesi carbon neutral entro il 2030 o il 2050 non sono sufficienti.

“Ormai da inizio pandemia sentiamo parlare di questa ripresa che dovrà essere basata per forza su un nuovo paradigma che risponda non solo alla crisi economica, ma anche a quella climatica. Sentiamo tante parole, ma vediamo ancora poche azioni, eppure sono quelle che ci traghetteranno fuori dalla crisi. Gli anni rimanenti sono davvero pochi”, dichiara Giovanni Mori, conduttore del programma Radio for future su LifeGate Radio.

E questi giovani attivisti hanno molte idee al riguardo: lo scorso aprile hanno lanciato Ritorno al futuro, una serie di proposte per la ripartenza scritte insieme a scienziati, esperti e associazioni di tutta Italia. “Azioni che permetterebbero una ripresa vera e propria e insieme darebbero il via alla transizione ecologica, nel rispetto della giustizia climatica”.

Non a caso, l’appello è rivolto anche al nuovo ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, il quale ha appena presentato il suo programma politico, basato sulla “connessione intima tra ambiente, energia e sviluppo”.

Ascolta “È arrivato il super ministero della Transizione ecologica” su Spreaker.

Quali sono gli eventi previsti

In alcune città italiane sono in programma manifestazioni nel rispetto delle norme anti-Covid che si possono seguire anche in diretta streaming. Online sono inoltre previsti dibattiti e incontri sul tema dell’ambiente; in particolare dalle 11:15 alle 12:00 è possibile collegarsi su YouTube per un incontro con Roberto Mercadini (attore teatrale, scrittore e youtuber) e Vincenzo Balzani (chimico e divulgatore di fama mondiale).

Chiunque voglia sostenere la battaglia è invitato ad unirsi all’azione di social bombing e tweetstorm che gli attivisti hanno preparato, con l’obiettivo di alimentare la discussione sui temi del riscaldamento globale e della tutela della biodiversità, portandoli sulle nostre bacheche e diffondendoli a macchia d’olio.

Giornata mondiale di azione per il clima
La locandina della Giornata mondiale di azione per il clima © Fridays for future

Chi sono i nuovi portavoce di Fridays for future

Proprio a ridosso della Giornata mondiale di azione per il clima, Fridays for future Italia ha eletto sei portavoce, “un gruppo variegato che rappresenta la diversità e le voci di tutto il movimento”:

  • Giovanni Mori, 27 anni, membro del gruppo locale di Brescia, ingegnere ambientale ed energetico;
  • Lavinia Lovino, 14 anni, facente parte del gruppo locale di Roma, frequenta un liceo classico europeo;
  • Laura Vallaro, 20 anni, attivista di Chieri (TO), studentessa di Scienze forestali;
  • Michela Spina, 23 anni, del gruppo locale di Napoli, dottoressa in Medicina veterinaria;
  • Filippo Sotgiu, 20 anni, nato a Olbia, attivista a Roma dove è studente di Matematica;
  • Martina Comparelli, 27 anni, appartenente al gruppo locale di Milano, laureata con master in Sviluppo internazionale, si sta specializzando in “Cambiamento climatico e salute”.

L’organizzazione ha reso noto che non cambierà la sua essenza, che prevede una struttura orizzontale all’interno della quale tutti hanno libertà di parola e sono esortati a combattere per la causa comune. Il compito dei portavoce non sarà quindi quello di comportarsi da leader, ma unicamente di fungere da megafono per le questioni più urgenti e “dare risonanza alle rivendicazioni politiche elaborate dai tanti giovani e meno giovani che lottano per il nostro futuro”.

In questo momento sentiamo che il nostro futuro è incerto, non riusciamo a programmare la nostra vita. Ma dobbiamo renderci conto che il nostro futuro era incerto anche prima della pandemia, perché il Pianeta su cui viviamo è a rischio. Anche per la Terra è ora di trovare una cura.

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