Il 2 febbraio è la Giornata mondiale delle zone umide

L’obiettivo della giornata è di evidenziare l’importanza della tutela delle zone umide nel mondo come habitat fondamentali per la conservazione del patrimonio biologico della Terra.

Le zone umide ospitano una straordinaria varietà di creature e sono fondamentali per la sussistenza umana, hanno inoltre un elevato valore in virtù della loro capacità di immagazzinare l’anidride carbonica, mitigando così gli effetti dei cambiamenti climatici, e di proteggere le coste.

Rana in una palude
Le aree umide offrono riparo a un gran numero di specie animali e vegetali, sia stanziali che migratrici © Ingimage

Cosa è una zona umida

Per “zona umida” si intende, come suggerisce il nome, un ambiente caratterizzato dalla presenza contemporanea di terreno e acqua, sono aree “quali stagni, paludi, torbiere, bacini naturali e artificiali permanenti con acqua stagnante o corrente dolce, salmastra o salata, comprendendo aree marittime la cui profondità in condizioni di bassa marea non supera i sei metri”, si legge nella Convenzione internazionale di Ramsar.

Zone umide, un fragile scrigno di biodiversità

Le aree umide hanno dunque un elevato valore naturalistico e forniscono riparo e sostentamento a numerose specie, purtroppo questi ecosistemi sono estremamente fragili e sono tra i più minacciati a livello globale. Le minacce principali per le zone umide sono tutte di origine antropica: le sostanze inquinanti impiegate nell’agricoltura, gli scarichi industriali e civili, il massiccio sfruttamento delle risorse, il consumo di suolo e l’immissione di specie alloctone.

Le zone umide ci migliorano la vita

Oltre alla loro intrinseca e indiscutibile bellezza, le zone umide ci offrono numerosi servizi ecosistemici. Aiutano a mantenere il microclima e salvaguardano le coste dall’erosione, forniscono centinaia di litri di acqua ogni giorno, sono alla base del sistema di coltivazione del riso, che rappresenta l’alimento base per circa il 20 per cento della popolazione mondiale, e contribuiscono in maniera determinante all’economia, 660 milioni di persone dipendono infatti da pesca e acquacoltura. Il turismo sostenibile legato alle zone umide supporta infine 266 milioni di persone.

Un tesoro da salvare

Dal 1900 ad oggi il 65 per cento delle zone umide, considerate spesso come semplici aree incolte, è scomparso. Proprio per cercare di tutelare questo patrimonio comune, fatto di laghi, paludi, torbiere, foci dei fiumi, lagune e litorali con acque marine costiere, il 2 febbraio si celebra la Giornata mondiale delle zone umide, istituita nel 2003 in occasione dell’Anno mondiale dell’Acqua indetto dalle Nazioni Unite.

Perché questa data

La data scelta corrisponde con la sottoscrizione della Convenzione di Ramsar, avvenuta il 2 febbraio 1971 nell’omonima città iraniana, che ha sancito la tutela, a livello mondiale, di questi habitat, siglata con l’obiettivo di favorire “la conservazione e l’uso corretto delle zone umide tramite l’azione nazionale e internazionale di cooperazione per raggiungere uno sviluppo sostenibile”.

Zone umide e città

Lo slogan dell’edizione del 2020 della giornata mondiale è Life thrives in wetlands – Wetland biodiversity matters. Evidenzia la straordinaria varietà biologica presente in questi ecosistemi, l’importanza che tale biodiversità ricopre per la nostra specie, e mira a promuovere azioni per invertire la sua perdita

 

Le zone umide in Italia

In Italia il Wwf si occupa della conservazione di questi peculiari ambienti e tutela molte aree umide che rappresentano buona parte delle oltre cento oasi dell’associazione. Nel nostro Paese le aree umide ricoprono attualmente una superficie di 82.331 ettari e il 40 per cento della biodiversità (e quasi il 50 per cento delle specie di uccelli) è legato a questi ambienti.

Alla scoperta delle aree umide con Legambiente

Anche quest’anno Legambiente organizza numerose iniziative per scoprire e apprezzare le zone umide. Dalle escursioni guidate agli appostamenti per il birdwatching, dalle conferenze alle azioni di volontariato per ripristinare queste aree, il calendario di eventi è fitto e offre agli appassionati di tutta la penisola la possibilità di approfondire la conoscenza di questi straordinari ambienti e dei loro abitanti.

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