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Una piccola azienda di cioccolato americana ha adottato un sistema di business sostenibile che tutela i produttori locali e l’ambiente.
Il cioccolato è uno degli alimenti più consumati al mondo, non sempre però i consumatori sono consapevoli delle sue origini. L’Africa è una terra ricca di risorse, oro, diamanti e petrolio, ma non solo, il Paese è infatti uno dei principali produttori mondiali di cacao. Nonostante l’Africa produca il 70 per cento di polvere di cacao del mondo commercia solo l’1 per cento del cioccolato che ne deriva. In pratica i contadini africani coltivano una risorsa che devono vendere senza consumare, senza possibilità di guadagnare a sufficienza e senza produrre quello che effettivamente consumano.
La situazione però può cambiare, grazie anche ad aziende come Madécasse. Si tratta di una piccola azienda statunitense, fondata nel 2006 da Tim McCollum e Brett Beach, due volontari di Peace Corps, organizzazione di volontariato internazionale. Madécasse non si limita ad acquistare cacao, trasformarlo negli Stati Uniti e vendere cioccolato in America ed Europa, ha adottato un modello di business che rispetta i produttori, le piccole aziende dei paesi in via di sviluppo e che tutela l’ambiente e la biodiversità. I titolari della Madécasse hanno spiegato agli africani che potevano diventare proprietari del proprio futuro, imparando a confezionare e distribuire il prodotto finito.
L’azienda americana ha semplificato il processo di trasformazione del cioccolato favorendo il paese produttore. Le fave di cacao vengono raccolte, fermentate ed essiccate dagli agricoltori nella regione settentrionale dell’isola. Invece di essere spedite in Europa o negli Stati Uniti per i successivi passaggi della lavorazione, come accade solitamente, le fave restano in Madagascar dove vengono tostate, macinate e “trasformate” in barrette. Dopodiché il cioccolato viene incartato e spedito in tutto il mondo. «Tutti questi processi avvengono all’interno della stessa regione anche al fine di garantire un maggiore controllo della qualità», ha spiegato Tim McCollum.
Con il suo lavoro Madécasse è anche riuscita a valorizzare la biodiversità delle piante di cacao. Nel 2012 i ricercatori del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti hanno analizzato dei campioni genetici degli alberi di cacao utilizzati da Madécasse e hanno scoperto che utilizza una specie antica di cacao, detta “criollo”, che si credeva estinta. Questa varietà, considerata tra le più saporite, ha una resa bassa pertanto le grandi aziende l’hanno scartata preferendo piante più produttive e resistenti, a discapito della qualità. «A mio parere la vera minaccia per il criollo sono le multinazionali del cioccolato – ha dichiarato McCollum – che puntano ad acquistare cacao al minor prezzo senza preoccuparsi della qualità».
Il Madagascar è un tesoro inestimabile di varietà faunistiche e floreali, l’isola ospita il 5 per cento della biodiversità mondiale con oltre 200mila specie differenti tra piante e animali e con un elevato tasso di endemismi. Questa ricchezza è però minacciata dalla povertà che affligge il paese e che obbliga i suoi abitanti a profanarne le foreste. Lo sviluppo della produzione di cioccolato di alta qualità in Madagascar ha dato al popolo malgascio un ulteriore motivo per proteggere l’ambiente.
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