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L’alta società inglese apprese il linguaggio formale dei fiori da scrittori come Aubry de la Mottraye e Lady Mary Wortley Montagu
L’alta società inglese apprese il linguaggio formale dei
fiori da scrittori come Aubry de la Mottraye e Lady Mary Wortley
Montagu, i quali riportarono dai loro viaggi all’estero complesse
tassonomie sui significati floreali. Durante il diciottesimo e il
diciannovesimo secolo, un’intera classe di pallide e indolenti
signore fu impegnata nell’elaborazione di ingegnosi codici floreali
per amici e ammiratori. Di seguito si elencano solo alcuni esempi
tratti da questi lunghi e complicati vocaboli floreali:
Civetteria… Campanella
Amore nascosto… Acacia
Sei freddo… Ortensia
Serenità… Viola del pensiero
Ingratitudine… Ranuncoli
Bellezza trascurata… Campanula
Piaceri pericolosi…Tuberosa
Curiosità… Sicomoro
Disprezzo… Ruta
Sono degno di te… Rosa bianca
Costanza… Magnolia
Fatuità… Cresta di gallo
Esisteva inoltre una precisa grammatica della disposizione
floreale. I fiori sistemati sulla sinistra stavano a significare
chi li aveva inviati, mentre quelli sulla destra la persona a cui
erano destinati. Un fiore sistemato all’ingiù voleva dire il
contrario del suo significato: una viola disposta all’insù
significava ‘tranquillità di cuore’, ma al contrario
rappresentava un ‘cuore afflitto’. Se le spine di un fiore venivano
strappate significava ‘speranza’ ma se erano strappate le foglie
significava ‘paura’…
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