Gigantesco incendio in un deposito di petrolio a Cuba

Un fulmine ha colpito venerdì 5 agosto un deposito di petrolio a Cuba. Sono stati necessari cinque giorni per circoscrivere l’incendio.

Un gravissimo incendio ha colpito un deposito di petrolio a poche decine di chilometri dalla capitale di Cuba, L’Avana. Le fiamme sono divampate nella giornata di venerdì 5 agosto e soltanto cinque giorni dopo i pompieri sono riusciti a circoscriverle, anche se non ancora a spegnerle del tutto. Il bilancio provvisorio è di un morto e 14 dispersi, assieme a 128  feriti, di cui una ventina ricoverati.

Un morto, 14 dispersi e 128 feriti per l’incendio a Cuba

Il rogo si è sviluppato presso il complesso petrolifero situato alla periferia di Matanzas, città nella quale vivono 140mila persone. A generarlo un fulmine che si è abbattuto su un primo deposito. L’incendio si è quindi esteso anche ad altri tre. Non è noto quanti litri di carburante siano andati a fuoco, ma si sa che il sito può contenerne fino a 52 milioni.

castro Miguel Diaz-Canel
Il presidente di Cuba Miguel Diaz-Canel © Chip Somodevilla/Getty Images

Una densa nube di fumo nero si è sprigionata dal sito petrolifero, rendendo difficoltosi anche gli interventi aerei a causa della scarsa visibilità. Ciò nonostante, secondo un pilota cubano citato dalla stampa internazionale, “il lavoro è stato efficace”. L’obiettivo principale era scongiurare che l’incendio potesse propagarsi a quattro altre grandi riserve di greggio, situate a 150 metri di distanza.

Aiuti arrivati da Messico, Venezuela e Stati Uniti

Ad aiutare Cuba nell’operazione è arrivata anche una nave anti-incendio della marina messicana, assieme a diciassette aerei di cui tredici concessi dallo stesso Messico e quattro dal Venezuela. Sono stati inviati sul posto, inoltre, pompieri specializzati in incendi petroliferi. Anche gli Stati Uniti hanno offerto un sostegno tecnico, come confermato dal vice-ministro degli Affari esteri Carlos Fernandez de Cossio.

Ciò che occorrerà verificare sarà ora la capacità di Cuba di produrre energia: la centrale termoelettrica di Antonio Guiteras è alimentata proprio attraverso una pipeline proveniente dal deposito incendiato. Per due giorni il sito di produzione è stato bloccato. Da calcolare, infine, il danno ambientale e climatico provocato dal rogo.

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